Gesema, il giudice dichiara il fallimento

Non va in porto il salvataggio della società del Comune di San Severino. Destino incerto per i dipendenti

MERCATO SAN SEVERINO. La Gesema spa di Mercato San Severino è fallita. A dichiarare il crac della municipalizzata del Comune è stato il Tribunale di Nocera Inferiore, che ha emesso la sentenza nel tardo pomeriggio di martedì. Nel dispositivo di fallimento sono stati indicati il giudice delegato, Mario Fucito, e i curatori, l’avvocato napoletano Sergio Cuomo, e il dottor Giovanni D’Antonio, di Nocera Inferiore. Il giudice ha ordinato alla società fallita ed al fallito «di depositare entro tre giorni i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie nonché l’elenco dei creditori»; assegnando ai creditori ed ai terzi che vantano diritti reali su cose in possesso della società fallita «il termine perentorio di 30 giorni prima dell’adunanza in cui si procederà all’esame dello stesso passivo per la comunicazione a mezzo pec al curatore nominato delle proprie istanze di insinuazione al passivo e di restituzione». Lo stato passivo sarà esaminato il 20 giugno nella stanza del giudice delegato del Tribunale di Nocera. Termina così la lunga agonia della municipalizzata, la cui dichiarazione di fallimento era attesa già lo scorso 27 gennaio, poi slittata all’altro ieri nel disperato tentativo di provare un salvataggio in extremis.

A questo punto, la posizione dei circa 75 dipendenti Gesema diventa quanto mai incerta. Da segnalare che la società, nei confronti di 29 dipendenti del comparto “Patrimonio” aveva avviato una procedura di mobilità, che era stata respinta dai sindacati. Di questi 29 lavoratori, 21 hanno iniziato a godersi un periodo di ferie maturate e non ancora consumate, mentre solo 8 avevano continuato a svolgere i loro incarichi. Altri 35 dipendenti del comparto Ambiente, stanno invece effettuando i servizi di raccolta differenziata con la “Ecobuilding srl – Servizi Ambientali” di Serino, fino a quando non verrà espletata la gara d’appalto per l’individuazione di una nuova ditta, che quindi potrebbe assorbirli salvando le sorti del loro futuro. Senza dimenticare una ulteriore possibilità, derivante da un eventuale passaggio di cantiere a società subappaltatrici che farebbero capo alla Provincia.

«È l’epilogo drammatico di un’azione politica e amministrativa che può essere aggettivata come poco oculata – ha detto l’ex capogruppo del Pd, Carmine Ansalone – e che ha condotto la città al totale fallimento. È l’ingloriosa fine politica di un uomo che ha immaginato di governare la comunità con la prepotenza dei deboli e dei perdenti. Si sta consumando la pagina più brutta della nostra storia». Intanto, per oggi è previsto un incontro in Regione per discutere del crac della Gesema.(m.r.)

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