SOS SICUREZZA

Furto al Santuario: impronte e video per stanare i ladri

La polizia ha acquisito i filmati delle telecamere al Carmine Nel mirino dei malviventi solo i due preziosi arredi del ’700

SALERNO - Due persone con il volto travisato dal casco sono gli autori del furto sacrilego avvenuto nella serata di martedì all’interno del Santuario “Maria Santissima del Carmine”. La loro identità, però, resta ancora misteriosa: è quanto appurato dagli agenti della Questura di Salerno che stanno indagando sul furto avvenuto all’interno di uno dei luoghi di culto più simbolici del capoluogo. I malviventi hanno portato via due pezzi d’argenteria custoditi nel piccolo museo sito accanto alla sacrestia: un ostensorio, l’arredo sacro che mostra ai fedeli l’ostia consacrata, ed un calice, entrambi risalenti al Settecento.

 La coppia di ladri, utilizzando un sasso, hanno infranto la teca in cui erano custoditi gli oggetti sacri. Poi li hanno prelevati e, secondo quanto ricostruito dalle testimonianze raccolte dai poliziotti, si sono dati alla fuga attraverso una stradina secondaria, utilizzando le scale alle spalle del Santuario che dà il nome al popoloso quartiere di Salerno, prima di utilizzare uno scooter per far perdere le loro tracce. Anche ieri sono proseguiti gli approfondimenti all’interno della chiesa e del museo: gli agenti della Scientifica hanno trovato alcune tracce, delle impronte digitali che potrebbero risultare fondamentali per riuscire a risalire all’identikit dei malviventi.

E, allo stesso tempo, gli agenti della Questura di Salerno hanno acquisito le immagini di tutte le telecamere di videosorveglianza pubbliche e private - presenti nell’area del Santuario. Si spera di trovare qualche traccia dalle registrazioni degli “occhi elettronici” di cui il luogo di culto è sprovvisto nonostante già negli scorsi mesi si siano registrati altri furti: lo scorso anno, infatti, fu portata via una statua del Gesù Bambino di Praga che poi fu restituita e consegnata - senza i preziosi che la addobbavano - al Duomo di Salerno. Le indagini della polizia non escludono alcuna ipotesi, neanche quella che il raid all’interno del Santuario “Maria Santissima del Carmine” possa essere l’atto finale di un furto su commissione: i malviventi, infatti, hanno agito a “colpo sicuro”, andando a puntare proprio quei due preziosi contenuti all’interno del museo dove pure sono custoditi altri oggetti di valore. È una delle piste seguite: non si esclude, infatti, che il colpo al Carmine possa essere stato opera di qualche “improvvisato” che, d’istinto, ha portato via l’argenteria senza un preciso obiettivo.

Anche perché la zona è da tempo preda di micro- criminalità che si rende protagonista di episodi molto simili. La caccia, dunque, è aperta. E, intanto, il furto nel quartiere Carmine ha fatto esplodere l’amarezza di tanti fedeli che ieri si sono recati al Santuario per esprimere solidarietà ai componenti dell’Arciconfraternita e al rettore don Biagio Napoletano , fra i primi ad accorgersi del colpo avvenuto martedì sera, intorno alle ore 21, poiché era presente in chiesa con una giovane coppia di promessi sposi per uno degli appuntamenti di preparazione al prossimo matrimonio.

(al.mo.)