L'ospedale di Salerno

IL RICORSO

Furbetti del cartellino all'ospedale di Salerno, confermati i proscioglimenti

Respinta l'istanza della Procura contro la sentenza “pilota” del giudice Pietro Indinnimeo

Quello del «reciproco scambio di badge» tra i dipendenti dell’ospedale “Ruggi” di Salerno era un fatto di cortesia. «Di lieve entità», secondo i giudici della Corte di Appello di Salerno. È stato respinto, quindi, il ricorso della Procura di Salerno contro la sentenza “pilota” del giudice Pietro Indinnimeo che aveva deciso per il «non luogo a procedere», ma perché il fatto non sussiste, di 40 lavoratori dell’azienda ospedaliera. La sentenza di ieri riconosce la violazione dei dipendenti ospedalieri, ma non la reputa di una tale gravità da assumere una rilevanza penale. Con la sentenza dei giudici di Secondo grado si spengono anche le altre posizioni pendenti per lo stesso tipo di reato. Nella complessa indagine sulle “cattive” abitudini del personale ospedaliero sono stati indagati circa ottocento dipendenti. Quei fascicoli aperti e posti in stand-by, in attesa della decisione della Corte, potrebbero ora spegnersi e concludersi con un nulla di fatto. Ai “badgisti” è contestata la sola violazione dell’articolo 55 quinques del cosiddetto decreto Brunetta. Chi è stato prosciolto, in pratica, non era il classico “furbetto” che non si presentava proprio a lavoro. Si tratta di brevissime assenze, talvolta per parcheggiare l’auto. Non è emerso durante le indagini, infatti, che l’illegittimo scambio di tesserino tra colleghi ha provocato disservizi all’interno del Ruggi.

(m.l.)