1998/2022

Frana di Sarno, ferita ancora aperta: il calvario dei risarcimenti

Continua il braccio di ferro tra il Comune e lo Stato italiano sul ristoro alle vittime

SARNO - A 24 anni dalla frana del 5 maggio 1998 è ancora battaglia legale tra lo Stato italiano e il Comune di Sarno per i risarcimenti alle vittime del disastro ambientale che sconvolse l’intero Paese. La presidenza del Consiglio dei ministri ed il ministero dell’Interno portano Palazzo San Francesco dinanzi alla Corte di Cassazione. Nonostante più gradi di giudizio abbiano dato ragione all’ente locale, si continua ad opporsi alle pronunce della Corte d’Appello di Salerno chiedendo di attribuire al Comune di Sarno le maggiori responsabilità e dunque gli oneri dei risarcimenti dell’alluvione.

A seconda delle posizioni, spiega l’assessore al Contenzioso e alla Ricostruzione Eutilia Viscardi , il Governo vorrebbe che Palazzo San Francesco rimborsasse tra il 33% ed il 90%, in alcuni casi il 50%, dei risarcimenti riconosciuti in fase civile. Si tratta dei passaggi successivi alla sentenza del 2011 della Corte di appello di Napoli, confermata dalla Cassazione, che riconobbe il Comune in solido con il sindaco dell’epoca, la Presidenza del Consiglio ed il ministero degli Interni, responsabile civile con la condanna al pagamento, in favore di ciascuno degli eredi costituitisi parte civile, di una provvisionale di 30mila euro nonché le spese legali.

A seguito di quella decisione le casse comunali sarnesi sborsarono circa 6 milioni di euro, che poi sono stati recuperati grazie ad una norma approvata nel 2016 che ha stabilito linee specifiche per evitare il dissesto finanziario dei Comuni in caso di contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a cedimenti o calamità istituendo un fondo apposito. Di quel fondo Palazzo San Francesco attende il trasferimento di altri 3 milioni di euro, bloccati dalle istituzioni statali in caso di rivalsa. Il Governo finora ha pagato circa 30 milioni di euro di risarcimenti, ma ci sono ancora un’ottantina di giudizi pendenti. Insomma, le cifre da rimborsare potrebbero lievitare ulteriormente.

Una serie di sentenze hanno stabilito che gli organi ministeriali possono rivalersi sul sindaco dell’epoca, ma non al Comune e, quindi, ha spiegato Viscardi, si procede con ricorsi per tentare di superare questo principio giuridico. Nel caso fosse accordata la linea centrale ci potrebbero essere grosse ripercussioni sull’ente locale. L’ultima costituzione in giudizio del Comune di Sarno risale al 2 maggio, con la determinazione del settore Affari generali che ha dato incarico all’avvocato Giovanni De Nigris di resistere nel ricorso presentato dinanzi alla Cassazione della presidenza del Consiglio dei ministri e dal Viminale. Anche in questo caso il ricorso alla Suprema Corte avviene all’indomani del pronunciamento della Corte di Appello di Salerno che ha rigettato l’appello promosso dagli organismi centrali dello Stato.

(s.d’a.)