AMBIENTE

Fonderie Pisano, a Salerno si fermano pure gli interventi di miglioria

La conferenza di servizi in Regione deciderà sull’autorizzazione solo il 9 novembre 

Dopo il blocco di 45 giorni della produzione imposto dalla Regione alle Fonderie Pisano, anche tutti gli interventi di miglioramento dei livelli antinquinamento dovranno essere fermati fino al 9 novembre. In questa data, infatti, si riunirà per la seconda volta la Conferenza dei servizi che dovrà decidere se accordare allo stabilimento di via dei Greci l’autorizzazione integrata ambientale, fondamentale perché l’impianto possa produrre in conformità con i parametri di sostenibilità ambientale. Quella del 9 dovrebbe essere la riunione decisiva; ieri, invece, Comune, Asl, Arpac, Ato e Regione si sono confrontati con la proprietà della fabbrica dopo i sopralluoghi di ciascun ente. «Come sempre il Comune fa la sua parte in maniera rigorosa e puntuale. Siamo stati presenti con uno dei nostri massimi dirigenti e si è entrati nel merito di tutte le questioni con estrema compiutezza», il commento dell’assessore all’Ambiente, Angelo Caramanno .

I vincoli. Finora – secondo quanto trapelato – il tavolo di tecnici ha raggiunto una serie di risultati vincolando le Fonderie all’abbattimento delle emissioni del 50 per cento e a un piano di monitoraggio estremamente rigoroso; al trattamento delle acque di prima pioggia (corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 millimetri sulla superficie della rete di raccolta) e anche delle cosiddette acque di seconda pioggia (la parte dell’acqua piovana che, non assorbita o evaporata, eccede rispetto alle acque di prima pioggia); all’abbattimento dei rumori che saranno controllati anche durante le fasi di produzione. I tempi per l’adeguamento dello stabilimento dovranno durare 90 giorni dalla chiusura della Conferenza di servizi.

La delocalizzazione. Mentre la proprietà si ritrova su più tavoli a dover rispondere dei rilievi dei tecnici, si allontana il progetto di delocalizzare le Fonderie a Buccino. Il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora , ha sottoscritto il decreto di approvazione della variante al piano urbanistico di Buccino, che di fatto sbarra le porte al trasferimento. Per la Provincia, la variante «è coerente alle strategie a scala sovra comunale del Piano territoriale di coordinamento provinciale». Ora dovrà pronunciarsi anche la Regione, ma è presumibile che non ci saranno cambiamenti di rotta. La firma di Canfora è arrivata 24 ore prima dell’udienza al Tar, chiamato a decidere sul ricorso di 8 aziende e dei vertici delle Pisano contro la variante. Udienza che i legali dei Pisano e delle aziende hanno chiesto – e ottenuto – fosse rinviata, rinunciando a un eventuale provvedimento di sospensiva. La modifica al Puc adottata dal Comune di Buccino classifica l’area industriale come “area di crisi non complessa-distretto industriale alimentare”. In questo modo, quindi, sono automaticamente fuori dal Cratere tutte le aziende che non hanno legami con questo settore. Da qui anche la decisione dell’Asi di sospendere per sei mesi il bando per la localizzazione delle aziende, tra le quali c’erano anche le Fonderie Pisano

Eleonora Tedesco

©RIPRODUZIONE RISERVATA