L'INCHIESTA

Fisciano, la scure dei magistrati sul piano rifiuti

L’Ente d’Ambito auspica chiarezza dopo il sequestro dei fondi per il compostaggio a Prignano: «Impianto fondamentale»

FISCIANO - Bocche cucite al Comune e alla Fisciano Sviluppo in merito al sequestro delle somme destinate alla realizzazione dell’impianto di compostaggio. Nel frattempo l’Ente d’Ambito auspica che si faccia chiarezza sulla vicenda, esprimendo preoccupazione per il futuro di un progetto di grande importanza nel piano regionale per la gestione dei rifiuti. Ieri, nel frattempo, l’avvocato Felice Lentini , che rappresenta il sindaco Vincenzo Sessa e il manager della società partecipata, Andrea Pirone , ha presentato istanza di dissequestro per insussistenza dei fatti al Tribunale del Riesame. La contestazione della Procura di Nocera Inferiore riguarda le carte planimetriche inviate alla Regione Campania in allegato al progetto del sito in località Prignano, a confine con Mercato San Severino e Montoro, nei pressi dell’isola ecologica. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Roberto Lenza e dal Procuratore Capo di Nocera Inferiore, Antonio Centore , è partita dalle denunce dei comitati ambientalisti che lottano contro l'insediamento dell'impianto in una zona ritenuta troppo vicina al centro abitato. In sede di presentazione del piano, il Comune ha chiesto un’anticipazione di 1.950.000 euro, vale a dire il 10% del finanziamento di quasi 20 milioni.

Ma quelle planimetrie, secondo i magistrati, farebbero riferimento ad un terreno diverso da quello in cui dovrebbe effettivamente sorgere la struttura. Un espediente, hanno ipotizzato, per velocizzare la procedura e sottrarre il progetto a valutazione d’impatto ambientale, con l’anticipo incamerato «indebitamente » e utilizzato, in parte, per pagare gli espropri dei terreni di proprietà della Fisciano Sviluppo. Da qui al decreto di sequestro della somma anticipata e all’indagine per truffa e tentata truffa aggravata a carico di 13 persone, tra amministratori e tecnici. Il “terremoto” giudiziario si abbatte sulla Valle dell’Irno nel bel mezzo del passaggio di consegne tra Comune di Fisciano ed Ente d’Ambito: l’amministrazione di Palazzo di Città, dopo che il Tar aveva accolto ricorso dei comitati (questi ultimi contestavano il mancato assoggettamento del progetto a Via), per scongiurare un rallentamento e la perdita dei fondi, proponeva che fosse proprio l’Eda a concludere la procedura.

«C’è già stata una riunione operativa per verificare la condizioni di subentro, con la richiesta al Cipe di prorogare i termini - spiega Giovanni Coscia , presidente dell’Ente d’Ambito - Abbiamo condizionato il protocollo con il Comune alla proroga della scadenza. L’impianto è strategico per la gestione dei rifiuti nel Nord della provincia ed è già inserito nel piano preliminare presentato alla Regione. Di certo quanto sta accadendo non ci agevola. Speriamo si faccia la massima chiarezza, la nostra preoccupazione è che il ciclo dei rifiuti si concluda. Faremo il punto con gli uffici regionali per verificare lo stato delle cose ».

Francesco Ienco