IL FATTO

Fisciano, Il no del tribunale non ferma il compost

L’impianto al confine con Mercato San Severino rientra ancora nel piano provinciale dei rifiuti

FISCIANO - L’impianto di compostaggio “rispunta” nei documenti dell’Ente d’Ambito e i comitati insorgono. A poco più di otto mesi dal pronunciamento del Tribunale Amministrativo, che aveva accolto il ricorso presentato da attivisti e due Comuni contro la procedura, il tema torna d’attualità a seguito della relazione dell’Eda pubblicata lo scorso 6 agosto, in cui si fa riferimento alla creazione del sub ambito distrettuale in ottemperanza al piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti. L’ambito in questione comprende Cava de’ Tirreni e l’intero comprensorio della Valle dell’Irno: sono infatti incluse Baronissi, Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Mercato San Severino, Pellezzano e Siano.

In esso, come si evince dalle carte, «è prevista la realizzazione di un sito di compostaggio sul territorio di Fisciano, con capacità di trattamento pari a 32mila tonnellate ». Il sito è proprio quello che dovrebbe sorgere in località Prignano, nei pressi dell’isola ecologica, a confine tra i territori di Fisciano, Mercato San Severino e Montoro, e che tanto aveva fatto discutere per la location ritenuta troppo vicina al centro abitato, con il rischio, per gli oppositori, di un impatto ambientale eccessivo (anche in considerazione del fatto che nella stessa zona erano stati previsti ulteriori impianti per il trattamento dei rifiuti). La goccia che aveva fatto traboccare il vaso, scatenando la battaglia legale, era stata la decisione della Regione Campania di non assoggettare il progetto alla valutazione d’impatto ambientale. A costituirsi in giudizio contro la procedura, i comitati di Soccorso (Fisciano), Mercato San Severino e Montoro, e con loro i sindaci di Mercato San Severino e Montoro. Un braccio di ferro che, lo scorso mese di dicembre, ha segnato un punto a favore dei ricorrenti: i giudici del Tar Salerno, infatti, accoglievano le loro ragioni annullando il provvedimento di non assoggettabilità a Via.

Un segnale alla Regione Campania, cui spettava a quel punto la mossa successiva, e l’eventuale rideterminazione sulla necessità o meno di predisporre la valutazione ambientale per il piano del sito di compostaggio. La vicenda, rimasta a lungo in un limbo d’incertezza, vive ora un nuovo capitolo con la relazione dell’Eda, che conferma la presenza dell’impianto nel sub ambito distrettuale. Del resto, la bocciatura del Tribunale aveva riguardato solo l’iter per la sua realizzazione, che a questo punto potrebbe essere riavviato in base alle indicazioni dei giudici. Un campanello d’allarme secondo i componenti del comitato Ambiente Futuro di Mercato San Severino, che preannunciano battaglia: «Le istituzioni insistono ignorando le istanze di migliaia di cittadini? Secondo loro donne, uomini e bambini di Mercato San Severino e Montoro sono sacrificabili? Vedremo chi la spunterà».

Francesco Ienco