IL CASO

Fisciano, «Case in campus, graduatoria pubblica»

Gli studenti fuorisede chiedono chiarezza a Unisa e Regione: da due anni all’oscuro su borse di studio e residenze

FISCIANO - Rendere pubblica la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi universitari e garantire i diritti a tutti gli studenti, rimborsando chi non ne ha usufruito per l’emergenza sanitaria. È l’appello lanciato dai fuorisede, e rilanciato dall’associazione studentesca “Link Fisciano”, rivolto ai vertici dell’Università di Salerno, all’Adisurc e alla stessa Regione Campania, in merito alla carenza di informazioni, da circa un biennio, sulla procedura mirata ad inserire gli aventi diritto nelle residenze del campus. Si tratta dei ragazzi risultati idonei alle Borse di Studio e che da tempo attendono notizie. «Crediamo che la pandemia non debba essere utilizzata come espediente per giustificare mancanze e disagi avvertiti già negli anni con una certa costanza - scrivono studenti e studentesse - . Il diritto allo studio, per tutte e tutti noi, resta l’unico appiglio sul quale provare a costruire un futuro migliore e più giusto».

Di qui la richiesta di un confronto, anche tramite piattaforma online , con una delegazione di studenti sulla graduatoria per l’assegnazione della Borsa di Studio: «Trattandosi a tutti gli effetti di un concorso pubblico, e rapportandoci comunque in un contesto comunitario e di condivisione, non vediamo come la pubblicazione della graduatoria possa ledere la privacy di qualcuno di noi. Che sia attivato dall’Adisurc almeno un numero per l’assistenza telefonica, vista l’impossibilità dei ricevimenti in presenza, e che le risposte via mail non siano più contraddittorie o insufficienti a risolvere le problematiche della nostra componente. Una convocazione chiara per l’assegnazione degli alloggi a tutte le studentesse e gli studenti risultati idonei alla Borsa di Studio: è importante garantire a tutte e tutti i richiedenti che hanno manifestato interesse via mail e a chi è ancora in attesa di ottenere il posto alloggio e non prolungare il ritardo nell’assegnazione considerato anche l’alto tasso di idonei non beneficiari di borsa in Regione».

Risposte ritenute necessarie anche per le condizioni in cui numerosi studenti devono, specie in periodo di emergenza sanitaria, portare avanti il loro percorso. «Non si può relegare lo status di uno studente all’accettazione dell’alloggio; siamo fuori sede anche scegliendo un domicilio diverso dalle residenze. Tra l’altro, è anche una difficoltà aggiuntiva per chi aveva già un contratto e non ha potuto far nulla se non accettare lo status di pendolare pur vivendo fuori sede. Che non sia applicata alcuna retroattività al contratto: dovrà avere validità dal momento in cui viene firmato e, considerato il ritardo nelle assegnazioni, non sarà concepibile un pagamento a partire dal mese di ottobre, né tanto meno si potrà utilizzare questa motivazione come espediente per non garantire i 10 mesi che certificano lo status di fuori sede». Infine la proposta: «Che siano rimborsati mensa e fitto da marzo 2020 per chi non ha usufruito dei servizi a causa dell’emergenza sanitaria. Che siano restituiti affitti e cauzioni 2018/2019 non ancora avvenuti».

Francesco Ienco