L’ingresso della palazzina dove è avvenuto il delitto

IL RETROSCENA

Femminicidio a Sala Consilina, violenza sessuale droga ed esplosivi nel passato del killer

Lui un operaio del Consorzio di Bonifica Diano e Tanagro, lei aveva lasciato il suo Paese per rifarsi una vita in Italia

Una vita migliore, una famiglia felice, un futuro per i suoi figli. Sono stati questi i motivi che circa 9 anni fa avevano spinto Violeta Mihaela Senchiu a lasciare il suo paesino in Romania per venire a vivere in Italia. Era arrivata a Sala Consilina con una valigia piena di sogni e di belle speranze, inizialmente aveva dovuto affrontare tante difficoltà, in parte dovute alla lingua ed in parte dovute alla diffidenza che le persone avevano nei confronti dello “straniero”, poi però era riuscita ad integrarsi perfettamente non solo nella nutrita comunità rumena presente a Sala Consilina, sono circa 400 i cittadini rumeni residenti nel comune capofila del Vallo di Diano, ma anche nella comunità locale. A Sala Consilina vive anche sua madre, Lilli. Per anni ha abitato in una casetta nel cuore del centro storico, i suoi due figli, Valentina e Alexandru, frequentano le scuole in città e anche loro sono perfettamente integrati. Poi qualche anno fa ha conosciuto Gimino Chirichella, si è innamorata di quello che poi sarebbe stato il suo aguzzino ed è andata a vivere con lui, forse con la convinzione che il suo sogno di una vita migliore finalmente stava per realizzarsi. L’amore per quest’uomo l’ha portata anche a desiderare un figlio da lui e quel figlio è arrivato. Il sogno continuava a diventare sempre più realtà, ma poi la favola che sembrava stesse per avere il lieto fine si è trasformata in un incubo, quello che per lei sembrava essere un principe azzurro si è trasformato in un orco. Cosa succedeva tra le mura domestiche dell’appartamento dove Violeta ha trovato la morte ? Perché un uomo, un padre ha deciso di compiere un omicidio così brutale ? Gli inquirenti stanno cercando una risposta a queste domande che anche se arriverà non restituirà mai più Violeta ai suoi figli. Gimino Chirichella è un operaio del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano e Tanagro, negli ultimi 20 anni il 48enne ha avuto diversi problemi con la giustizia tant’è che sono che diversi i precedenti penali a suo carico: violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di esplosivo. Nel 2007 era stato condannato insieme ad un’altra persona dal Tribunale di Sala Conslina a 7 anni di reclusione e 6500 euro di multa per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione. Nel 2010 era arrivata un’altra condanna dal Tribunale di Sala Consilina, questa volta per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 48enne era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Agorà che aveva fatto finire in carcere diverse persone del Vallo di Diano e alla fine del processo di primo grado era stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 7mila euro di multa. L’ultima volta che è finito nei guai è stato nel 2016 e questa volta per detenzione di materiale esplosivo. In quella circostanza i carabinieri avevano trovato nel sottoscala della palazzina teatro dell’omicidio, quattro ordigni di fabbricazione artigianale, dall’alto potenziale distruttivo, del peso complessivo di circa quattro chilogrammi.

(e.c.)

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