L'INTERVENTO

Favorevoli al riordino ma il nodo sono i fiumi

Il riordino dei consorzi di bonifica corrisponde ad una reale esigenza dell’agricoltura della Campania e ad un valore per la collettività legato alla tutela del bene acqua. Auspichiamo che il disegno di legge “Nuove norme in materia di bonifica integrale e di riordino dei consorzi di bonifica” vada in tal senso. Gli agricoltori hanno il dovere di sollecitare ogni misura che favorisca l’uso sostenibile delle risorse idriche alla luce di una forte crisi idrica, dovuta anche ai mutamenti climatici. I consorzi svolgono un ruolo prezioso e sono strumento degli agricoltori. Una riforma che punti all’efficienza e all’efficacia degli interventi non può che dare risultati positivi. Pertanto Coldiretti guarda con favore alla volontà della Regione Campania di mettere mano ad una profonda riorganizzazione dei consorzi di bonifica, se questo significa efficienza e risoluzione dei dissesti finanziari. Il tema della gestione delle acque è una questione urgente che impone una svolta decisa verso l’innovazione tecnica e tecnologica a favore della sostenibilità. Come ad esempio conoscere in tempo reale il consumo di acqua della singola azienda agricola, incrociandolo con il controllo agronomico dei fabbisogni. Solo così potremo rivoluzionare la gestione irrigua, con effetti diretti sul benessere dei cittadini. L’acqua è la sfida del futuro, con enormi costi per l’economia, per l’ambiente e per la società. Sono due gli elementi strategici di questa sfida in agricoltura: il risparmio idrico e la conservazione dell’acqua per usarla quando manca. Per quanto riguarda gli accorpamenti dei consorzi, poi, crediamo sia una scelta che attenga alla politica. Se la strada tracciata è quella dell’efficienza, il riordino dei consorzi dovrà esserne la conseguenza. A noi interessa il risultato finale e il miglioramento dei servizi per gli agricoltori. Siamo inoltre contrari all’affidamento delle aste fluviali naturali ai consorzi: significherebbe scaricare i costi di manutenzione sulle spalle dei consorziati, ovvero degli agricoltori. Anche con un incremento della dotazione finanziaria, resterebbe il tema di fondo della gestione di un bene pubblico multifunzionale. Se ciò avvenisse significherebbe guardare ai fiumi come a delle condotte idriche. In realtà sono molto di più. I fiumi sono parte essenziale dell’ecosistema territoriale, fatto di equilibri di flora e fauna. Sono elemento essenziale del paesaggio, con tutte le implicazioni di carattere turistico che ciò comporta. Infine sono parte della vita sociale del territorio, con un carico di valori e di cultura che vanno gestiti con una visione ben più ampia. È un errore che invitiamo ad evitare.

*  Presidente Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale Coldiretti