Essentra chiude e licenzia tutti

Decisione improvvisa dell’azienda: agli 81 dipendenti impedito perfino di accedere alla fabbrica

Sono ottantuno i lavoratori che ieri pomeriggio hanno presidiato pacificamente la sede di Confindustria per opporsi all’improvviso licenziamento in blocco, comunicato loro dal direttore della Essentra, azienda che produce filtri per sigarette con sede in Gran Bretagna e stabilimenti sparsi in Europa fra cui uno a Salerno. La ex Filtrona è chiusa da ieri pomeriggio, con i lavoratori messi fuori all’improvviso, senza avere neanche il tempo di recuperare gli effetti personali all’interno della fabbrica. Ieri era in programma un incontro con i vertici aziendali per un esame generale della situazione della società dopo un periodo di cassa integrazione ordinaria. Nessuno si aspettava l’epilogo della mobilità per tutti e dei cancelli improvvisamente chiusi. I lavoratori erano reduci da un periodo di cassa integrazione ordinaria richiesta per calo di commesse; negli ultimi due mesi, però, tutto era tornato a regime. Nei mesi di dicembre e gennaio il personale era rientrato a lavoro senza la necessità del ricorso agli ammortizzatori sociali.

«La cassa integrazione è finita da due mesi – spiega Silvestro Pompeo, rsu Cgil – e ci aspettavamo di dover semplicemente procedere a un esame congiunto con il direttore dell’azienda in vista del futuro. Invece, ci siamo ritrovati davanti una persona che ci diceva che l’azienda era da ritenere chiusa e che eravamo tutti licenziati. Abbiamo anche provato a chiedere l’applicazione di un altro periodo di cassa integrazione ma non c’erano margini di trattativa».

Immediata la richiesta di convocazione inoltrata alla Prefettura dalle organizzazioni sindacali. «Questa è una barbarie – ha commentato il segretario della Cgil, Anselmo Botte – Eravamo stati convocati per una riunione informativa sull’andamento generale del mercato e, invece, ci è stata comunicata la decisione di chiudere lo stabilimento e licenziare 81 persone. Il dirigente si è limitato a comunicare il licenziamento collettivo, l’apertura delle procedure di mobilità e la chiusura dell’azienda. Una cosa inammissibile».

Al prefetto sarà chiesto di intervenire concretamente affinché la decisione possa essere rivista in favore di un ulteriore periodo di cassa integrazione per salvaguardare i livelli occupazionali e anche di una concreta azione di rilancio spostando su Salerno una parte della produzione e diversificandola. Fra le azioni che i rappresentanti sindacali, dopo un consulto coi lavoratori, sono pronti ad intraprendere c’è anche quella di denunciare la società per serrata. «Non possono chiudere lo stabilimento senza preavviso – ha attaccato Silvio Ianniello, rsu Cgil – e senza concederci di fare assemblea alla luce di quanto ci è stato comunicato pur essendo ancora in orario lavorativo. Vengono violati ingiustamente i nostri diritti».

Intanto, i lavoratori sono riuniti in assemblea permanente per confrontarsi sulle azioni di protesta da intraprendere. «È un momento delicato – ha concluso Botte – adesso valutiamo il da farsi. Forse già domani mattina (oggi per chi legge, ndr) inizieremo a far sentire la nostra voce con un presidio permanente dinanzi ai cancelli della fabbrica».

Carmen Incisivo

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