I CONSIGLI DELLA PROF

Esame di maturità, prove diverse? Niente paura

Ragazzi è arrivato il tempo di sfoderare le vostre armi

Va in scena l’ultimo rito di passaggio della nostra società: l’esame di maturità. Una grande prova, uno spartiacque e non a caso tra i pochi eventi indimenticabili dell’esistenza di tutti noi. Rituale un tempo scandito dal servizio di leva, da una chiamata alle armi, dal matrimonio o da un atto di ribellione, come ci insegna la letteratura del Novecento, nei confronti di padri autoritari, oggi questo passaggio più che mai si sostanzia di valore, perché occasione unica di crescita, attraversamento, viaggio di formazione, il cui punto di approdo è il porto sicuro dell’affermazione di se stessi e della scoperta di risorse che ogni giovane custodisce in sé, a volte inconsapevolmente. Tutti gli studenti, durante gli anni della scuola superiore, hanno accumulato un patrimonio unico di cultura, sensibilità, originalità ed esperienze condivise con i propri compagni, che in occasione dell’esame devono con ogni sforzo e strategia venire alla luce, dominando deleterie paure e insicurezze le quali non possono prevalere e annientare, dal momento che normalmente svaniscono non appena si prende posto nel banco, aggrappati al proprio dizionario durante la prima prova o non appena ci si siede di fronte alla commissione per il colloquio orale. Il nuovo esame di Stato, di cui tanto si è discusso in questi mesi, non va demonizzato e neppure temuto: esso offre la possibilità di attingere a piene mani allo scrigno di competenze accumulate durante gli anni di scuola superiore, in maniera nuova e con libertà di praticare nessi e confronti tra le varie discipline che possono rivelarsi vincenti; esso è veramente l’ultimo rito di passaggio nella nostra società che consente di guadare il fiume verso la sponda dell’età adulta e della maturità. Ora è il momento di sfoderare le armi e mettersi in gioco, porre attenzione e ponderare bene la scelta della traccia del compito di italiano, senza esitare di fronte a un testo, una poesia che fa battere il cuore o a una traccia di attualità che offra l’occasione di esporre le proprie idee sui temi scottanti dibattuti negli ultimi mesi. I commissari che correggono gli elaborati, apprezzano molto chi espone e argomenta in maniera originale, chi sa sfoderare un bel corredo lessicale e retorico, chi costruisce anche arditamente tesi servendosi del supporto di citazioni e pensieri tratti dai grandi classici studiati, compagni e sostegni nella crescita . Viene altresì letto con piacere e tenuto in conto un elaborato che sia scorrevole, coerente, ordinato e dalla grafia leggibile. Anche il colloquio orale non deve essere temuto, poiché per la prima volta lo studente, dopo aver scelto una tra le tre buste, avrà la possibilità, in venticinque minuti, di immaginare e costruire un percorso originale e trasversale, in cui le varie discipline potranno interagire e costituire fondamenta solide per un’esposizione brillante e dove al quesito posto, per la prima volta non corrisponde necessariamente una risposta predefinita, un punto di arrivo univoco che può far incorrere nel pericolo di cadere in clamorosi e compromettenti errori. I docenti che ascoltano si aspettano dallo studente una performance che sia sintesi di equilibrio, coerenza, originalità, che attesti e avvalori il concetto di studio come sacrificio ancora valido e necessario per modulare le coscienze e rendere liberi di camminare da soli sulle proprie gambe, in cui lo studio della Storia risulti sedimentato e funzionale a difendere strenuamente e a tener presente nella memoria la lezione del passato, a essere baluardo di uguaglianza e giustizia, in cui la voce dei classici abbia un senso nell’identificarci come uomini uniti in maniera naturale e ineludibile. Ogni ragazzo che ha studiato e amato la lettura può e deve misurarsi con questa prova, che non è inutile né costituisce gratuita sofferenza, per il fatto che alla fine della stessa ognuno sarà in grado di dispiegare le ali e prendere il volo verso ogni cosa lungamente sognata e desiderata.