IL “TYRRHENIAN LINK”

Elettrodotto, cavi “made in Battipaglia”

“Terna” firma contratti da 2,1 miliardi con la “Prysmian” e la “Nexans”, multinazionali radicate da anni nella Piana del Sele

BATTIPAGLIA - “Terna” chiude l’accordo con “Prysmian” e “Nexans”: contratti da 2,3 miliardi di euro per realizzare i cavi sottomarini del “Tyrrhenian Link”, la mega- opera che prevede la realizzazione dell’elettrodotto sottomarino più profondo al mondo, e che collegherà Sicilia, Campania e Sardegna. I due colossi leader del settore di trasmissione via cavo per l’energia, la “Prysmian”, con sede a Milano, e “Nexans”, con sede a Parigi, presenti da anni con due dei più grossi stabilimenti a Battipaglia, hanno chiuso il contratto quadro per la fornitura e la posa in opera dei cavi sottomarini e terrestri relativi al “Tyrrhenian Link”.

L’opera prevede la realizzazione di tre cavi sottomarini, affidati al gruppo “Prysmian” per 1,7 miliardi di euro, e di un ulteriore collegamento affidato alla “Nexans” per 664 milioni di euro. Cifre faraoniche per il progetto mastodontiico di “Terna”, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale. E che a San Nicola Varco, nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo di Eboli, divenuta nel tempo la “casa” dei migranti che vivevano accampati prima d’essere sgomberati facendo spazio a una mega discarica, ha scelto di far sorgere una delle stazioni di conversione della via del mare elettrica “Tyrrhenian Link”.

«La nuova interconnessione è un progetto all’avanguardia e, oltre ad essere la più lunga infrastruttura elettrica mai realizzata in Italia, raggiungerà il primato mondiale di profondità di posa dei cavi sottomarini, arrivando a circa 2mila metri sotto il livello del mare», spiegano da “Terna”. I cavi verranno realizzati con la sofisticata tecnologia a massa impregnata. Per una nuova interconnessione che, oltre ad essere la più lunga infrastruttura elettrica mai realizzata in Italia, arriverà a 2mila metri di profondità sotto il livello del mare: un record mondiale. «Siamo orgogliosi di essere stati scelti ancora una volta da Terna come partner in questo importante progetto infrastrutturale volto ad offrire all’Italia una rete elettrica nazionale più solida e sostenibile - ha dichiarato Valerio Battista , amministratore delegato di “Prysmian Group” - . Abbiamo dato prova di possedere il più ampio know how del settore, nonché le tecnologie e gli asset , per eseguire un progetto tanto esteso e complesso».

E Hakan Ozmen , project business di Prysmian Group, ha aggiunto: «La commessa va ad aggiungersi agli altri 2,3 miliardi di euro di progetti già acquisiti da Prysmian nel 2021 rafforzando ulteriormente l’ambizione del gruppo a diventare il partner strategico nello sviluppo di reti energia a supporto della transizione energetica». Per il completamento dell’opera bisognerà attendere il 2028. Ma ai primi di novembre, il Ministero della Transizione Ecologica firmò per l’avvio del procedimento autorizzativo del ramo Est, quello che collegherà Sicilia e Campania e lunga 480 km, uno dei cui cavi dovrebbe essere pronto già nel 2025. Il ramo Ovest, invece, lungo 470 chilometri, collegherà le due isole italiane Sicilia e Sardegna e dovrebbe essere ultimato con il completamento definitivo dei lavori.

La posa marina, dunque, finisce nelle mani di “Prysmian” e “Nexans”. Per la posa terrestre saranno coinvolte imprese italiane dei comparti qualificati di Terna. Nonostante le catene di fornitura globali che il progetto attiverà, più del 60% del valore dell’opera andrà a beneficio di imprese italiane. La società guidata da Stefano Donnarumma investirà nei prossimi anni circa 3,7 miliardi coinvolgendo nella realizzazione dell’opera circa 250 imprese.

Paolo Vacca