RIFIUTI E POLITICA

Ecoballe, gare in corso: è lotta contro il tempo in Campania

Il trasferimento all’estero procede, ma lo smaltimento in loco non è iniziato 

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Su moloch Ecoballe – quasi 6 milioni di tonnellate stoccate nella terra dei fuochi – l’amministrazione De Luca sa di giocarsi la partita ambientale. E sa anche di dover correre, anche qui, perché è indietro nella scalata alla montagna di rifiuti. Un allarme risuonò un anno fa, quando l’allora leader del Pd, Matteo Renzi, venne in Campania. «Vincenzo – disse al governatore De Luca –. Mi hai promesso che per febbraio 2018 avresti smaltito le ecoballe. Io torno a febbraio. Armati pure di pala meccanica, ma fammi trovare le aree ripulite».

Le ecoballe, invece, rimasero sul posto. Per comprendere perché, però, dobbiamo riavvolgere il nastro. Tanto per iniziare, il piano regionale prevede tre filiere di smaltimento: trasporto fuori dalla Campania; un impianto per produzione di combustibile solido secondario, utilizzando un capannone esistente nello Stir di Caivano; un impianto per il recupero di materia riciclabile, da realizzare in un’area oggi dismessa, a Giugliano, individuata con procedure di evidenza pubblica.

Trasporto fuori regione. Per il trasferimento fuori regione, risulta in esecuzione il Piano stralcio operativo, approvato 3 anni fa da una delibera di giunta. Sono due le gare concluse per l’aggiudicazione del servizio di rimozione, trasporto e smaltimento, o di recupero in ambito nazionale e comunitario. La prima procedura si è conclusa per 5 lotti: il totale è di 476.794 tonnellate di rifiuti, al costo di 82,5 milioni. La seconda è terminata con l’aggiudicazione di 4 lotti (405.410 tonnellate, al prezzo di 80,6 milioni). Su nove lotti, per uno si è arrivati alla risoluzione del contratto, a causa di gravi inadempienze del vincitore. Per gli altri otto, le rimozioni procedono nei diversi cantieri: ad oggi, l’avanzamento, su circa 881.000 tonnellatecontrattualizzate, è pari al 27% di rimozione (circa 230.000 tonnellate).

Impianto per Css. Quanto all’impianto per Css, il servizio riguarda 400.000 tonnellate all’anno per tre anni. Ma c’è facoltà di estensione, già prevista nel bando, con gli stessi quantitativi per un secondo triennio. Quindi si lavoreranno in tutto 2,4 milioni di tonnellate. La gara è in fase di avanzato svolgimento, la fine è prevista tra un paio di mesi.

Impianto per recupero di materia. Il secondo impianto per il recupero è previsto in un’area di Giugliano dove, un tempo, insisteva una centrale elettrica. Il servizio comprende 200.000 tonnellate all’anno, per 3 anni. Anche qui c’è la possibilità di estendere i medesimi quantitativi, per ulteriori tre anni. Quindi, si tratta di complessive 1.200.000 tonnellate. Come per l’altro caso, la gara è in avanzato svolgimento: l’aggiudicazione dovrebbe arrivare tra una novantina di giorni.

Le proiezioni. A Palazzo Santa Lucia, naturalmente, fanno i loro conti. «Se ai due impianti che lavoreranno 3 milioni e 600.000 mila tonnellate di ecoballe si aggiungono le 881.000 tonnellate già affidate per il trasporto fuori regione – afferma una fonte – si arriva al totale di 4.481.000 tonnellate. Considerato il calo fisiologico di peso riscontrato nella prima fase di lavorazione – dovuto al processo d’inertizzazione per il lungo stoccaggio ed oscillante fra il 10 ed 15% del peso originario – si può stimare che i quantitativi oggetto di gara – già espletate o che si concluderanno entro 90 giorni – consentiranno, senza dover fare ulteriori gare, la rimozione di tutte le ecoballe giacenti in Campania».

C’è però un’avvertenza. «Ovvio – precisa la fonte – che c’è una residua quota di finanziamenti aggiuntivi che occorrono per consentire le previste estensioni degli affidamenti per completare il programma».

I ritardi nelle gare. Tutto quanto esaminato, comunque, non basta a spiegare lo stallo. Alcune ammissioni arrivarono a maggio scorsodall’assessore all'ambiente, Fulvio Bonavitacola, inConsiglio regionale. «Non avremo domani lasparizione di tutte le ecoballe ma – dichiarò – in pochi mesi avremo la contrattualizzazione. Il che significa individuare le imprese, le modalità, gli impianti e le risorse che consentiranno di rimuoverle ». Il vicepresidente non nascose «il tema di dimensioni colossali». E fece un paragone: «In Campania si producono 2 milioni 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Le ecoballe sono 5 milioni 600 mila tonnellate. Dunque è come se noi concentrassimo per due anni nello stesso posto o in pochi posti tutti i rifiuti che produciamo senza portarli da nessun’altra parte». Per semplificare: la prima gara prevedeva il trasporto all’estero, ma ha visto molte imprese in difficoltà con le autorizzazioni internazionali. «Sicuramente gli impegni saranno mantenuti. Noi – chiosò Bonavitacola – abbiamo a che fare con il mercato, non è un’opera pubblica in cemento armato. Dialogare col mercato per una quantità così enorme di ecoballe non è affatto semplice. Quindi dei ritardi sono anche comprensibili, però stiamo dando una accelerata».

Giovanni Volpe

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