L'OPINIONE

Ecco perché la riforma della prescrizione non rende giustizia a imputati e parti offese

Cara Ilaria, caro Enzo, caro cittadino (imputato o persona offesa) che aneli Giustizia, che aneli a che la Tua vicenda giudiziaria abbia finalmente termine, se quanto proposto in ordine all’interruzione della prescrizione fosse approvato, è bene che sappi che la Tua attesa di giustizia è destinata ad essere eterna . È così perché ciò che oggi porta alla celebrazione dei processi in termini (ir)ragionevoli è la prescrizione (l’esercizio dell’azione penale, la fissazione dell’udienza, l’istruttoria dibattimentale, i rinvii, sono regolati dal calcolo della prescrizione). Cara Ilaria sappi che intanto il processo agli autori del pestaggio di tuo fratello ha avuto uno sbocco processuale in tempi (in)decenti è perché incombeva su alcuni delitti la prescrizione ; caro Tortora con la soppressione (una interruzione sine die non saprei come chiamarla) della prescrizione oggi paventata non avresti di certo potuto gioire per la Tua assoluzione in appello in quanto nell’attesa della fissazione del secondo grado saresti passato a miglior vita. Cara persona offesa, parte civile che ti sei vista riconoscere le tue ragioni in primo grado, magari anche con una provvisionale, bada bene che è inutile gioire; preparati, invece, ad attendere anni ed anni per avere il tuo risarcimento perché fin quando il giudizio non sarà definitivo nessuno ti pagherà (potresti addirittura in caso di assoluzione dover restituire quanto ricevuto). Invocando la certezza della pena, “dell’insostenibilità di un sistema che consente dopo anni di indagini, spese e sentenze, che tutto si risolva a tarallucci e vino”, oggi ci propongono una cura che è peggio del male, volutamente ignorando le cause della dilatazione dei tempi processuali. Dimenticano i proponenti che il 70% delle prescrizioni maturano in fase di indagine, che i processi saltano per l’assenza dei testi, per il trasferimento dei giudici, etc, e non di certo per le furbizie degli avvocati (ogni volta che il difensore o l’imputato chiede rinvio la prescrizione è sospesa). Caro cittadino è bene che tu sappia che oggi il termine prescrizionale dei reati è già lunghissimo (almeno 10 anni e mezzo). Se in un tempo così lungo non si è in grado di giudicare, la cura non è certo quella di allungare i tempi in spregio al principio costituzionale della ragionevole durata del processo ed a norme e sentenze extranazionali (qualcuno si ricorda della legge Pinto?). Non è accettabile che si giudichi una persona dopo 10/15 anni dal fatto, perché, anche se colpevole, quella persona è un’altra persona. La cura può e deve essere altra: depenalizzazione, estensione dei casi di procedibilità a querela, giustizia riparativa, irrilevanza e/o particolare tenuità del fatto, estensione del patteggiamento a tutti i reati, separazione delle carriere. Il processo è già di per sé pena, non possiamo accettare un processo infinito o la categoria dell’eterno imputato (o parte offesa). Viviamo tempi bui ove una politica demagogica pone in pericolo valori fondamentali scolpiti nella Costituzione. Possibile, poi, che non ci si renda conto che così operando salta definitivamente il già fragile equilibrio tra i poteri dello Stato potendo un potere dello Stato modificare /sospendere equilibri politici in eterno. L’Avvocatura non può essere silente; è necessario che ognuno faccia sentire forte la sua voce a difesa di diritti irrinunciabili di libertà e Giustizia.

*avvocato