IL CASO

Eboli, una voragine chiude la strada del mare

La provinciale 262 sbarrata senza preavviso: le auto dirette alle spiagge devono deviare a Battipaglia, poi tornare indietro

EBOLI - Da Eboli centro a Marina di Eboli? Si passa per Battipaglia. Una deviazione figlia d’una voragine che ha distrutto una delle principali vie del mare di Eboli, la 262. Un’altra provinciale, nella città che è la Caporetto delle strade della Provincia (e lo sanno in area Pip). Una buca dimenticata cresciuta a dismisura. Fino alla serrata della strada. Ovviamente senz’alcuna presegnalazione. È chiusa. A insaputa dei malcapitati automobilisti vogliosi di mare, che la imboccano invano. Senza sapere che dovranno allungare di sei chilometri. Da Eboli si parte in auto diretti alla marina. In trepida attesa del refrigerio, di una bella nuotata, di un tuffo e del meritato relax. Così, famigliola al completo, ombrellone e asciugamani nel portabagagli, ci si avvia verso la statale per poi girare a destra nei pressi dell’outlet e proseguire sulla provinciale 262. Pochi chilometri, di solito neppure troppo trafficati, e il tuffo non sarà più solo un desiderio. Stranamente, lungo la strada, il traffico sembra maggiore in direzione inversa. Ma la voglia di arrivare in spiaggia è tanta che non ci si fa caso. Le bottigliette d’acqua fresca ci sono, l’automobile è a posto, c’è anche l’aria condizionata, oppure il finestrino aperto per lasciar passare, non appena in vista, la brezza marina. Imboccata la provinciale, ormai già s’assapora l’arrivo in spiaggia. È presto, il sole c’è ma si sopporta.

Poi il traffico comincia inaspettatamente a rallentare. E in direzione inversa si intravedono auomobilisti infuriati. Non danno indicazioni. Sono troppo presi a brontolare tra sé e sé. Qualcuno guarda le auto ancora dirette verso il mare e sembra ridacchiare, come se in vista ci fosse una bella, straordinaria sorpresa. Ed è proprio così. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, o segnale di sorta, sulla strada c’è una interruzione. Sul ponticello che sovrasta uno dei canali del Consorzio, dove fino a qualche giorno fa c’era una piccola buca facilmente aggirabile, ora c’è una voragine. Il nastro arancio parla chiaro. La carreggiata non è percorribile. Non resta che fare inversione. Ma è un’inversione che costringe ad allungare il tragitto di circa 3 chilometri. In direzione di Battipaglia. Per raggiungere la provinciale 312. E poi farne altri tre, per tornare a Eboli. Gli ebolitani diretti alle spiagge ebolitane... devono passare per Battipaglia. Per una voragine ed una strada chiusa. Senz’alcun preavviso. La coda, ora, è inevitabile. I bambini che si aspettavano di essere quasi arrivati cominciano ad innervosirsi. Il caldo aumenta. O forse è lo stress. Altro che relax. Anche perché, sulla 312 di Battipaglia, c’è pure il semaforo di Santa Lucia, quello ai piedi del quale, ogni sera, s’assembra una coda chilometrica.

Un’altra sosta sotto il sole se si ha la sventura di trovarlo rosso. Ovviamente lo è. Dal sedile posteriore i canti e le risa si sono trasformati in bisticci. “Fa caldo. Quando arriviamo? Perché oggi ci vuole tanto tempo? Ho fame, ho sete, ho sonno…” Se decidessimo di tornare a casa? Macché, scoppierebbe la rivoluzione. Meglio far buon viso a cattivo gioco. Oltrepassato il semaforo dovrebbe andar meglio. Però ormai si è fatto tardi. Il sole è più alto e in strada ci sono più auto. La velocità da crociera si è trasformata in lenta e faticosa marcia. Arrendersi mai. Si procede e finalmente si sbocca in litoranea. Ora, però, fino alla Marina di Eboli c’è ancora strada da fare. Solo traffico locale, sostenuto ma tutto sommato scorrevole. Finalmente la spiaggia. Prima di entrare, però, col caldo, forse è meglio rinfrescarsi. Altrimenti chi lo spiega che la temperatura del termoscanner è così alta non per il Covid ma per il nervoso...

Stefania Battista