VIABILITA'

Eboli, svincolo A2: c’è una villa da abbattere

Oggi i tecnici dell’Anas inizieranno le indagini geognostiche. Vecchio: «Fatta la demolizione costruiremo le bretelle»

EBOLI - Bisognerà abbattere una villa. Altrimenti andranno in fumo 16 milioni di euro. Un falò enorme, con i fondi destinati al nuovo svincolo autostradale. Questione di bretelle. Di spazi che mancano. Di sviluppo urbanistico disordinato. Di regole violate e ora oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno. Questa mattina i tecnici dell’Anas saranno di nuovo a Eboli. Nello svincolo imbuto dove s’intrappolano auto e camion, ogni fine settimana, da aprile a settembre. In fila per ore. In una filastrocca di maledizioni. Contro i politici locali e nazionali. Contro gli abusivi che la passano sempre liscia.

Arrivare all’ingresso di Eboli è come entrare in un suk arabo. Ci sono decine di attività. Alcune lecite. Alcune condonate. Altre da abbattere. L’Anas, oggi, non verrà con le ruspe. Ma con i tecnici per le indagini geognostiche. Gli esperti valuteranno il terreno dove posizionare le bretelle per uscire o entrare in autostrada. La seconda settimana di indagini, invece, sarà destinata ai pozzetti che indicano le criticità ambientali. Sul posto con i tecnici dell’Anas ci sarà l’avvocato Fausto Vecchio , aspirante sindaco se si vota a maggio o a settembre. Se in Comune dovesse arrivare la commissione d’accesso agli atti, l’erede di Cariello verrà eletto nel 2023. Vecchio intanto fa i conti: «Ci sono 16 milioni per lo svincolo autostradale e altri 600mila euro per la strada che attraversa la zona industriale. Con questi due progetti cambieremo il volto dell’ingresso di Eboli».

Tra le bretelle autostradali sorgerà la nuova caserma per la polizia stradale. «Avremo un biglietto da visita per i turisti e i professionisti che vengono in città per lavoro». La villa destinata all’abbattimento è stata identificata. Al momento sarebbe anche vuota. La speranza è che sia quella l’unica demolizione da fare nel budello di san Vito Martire, protettore della città, assegnato dalla toponomastica comunale a un quartiere sorto tra abusi e condoni, denunce e sanzioni pecuniarie. Un “vecchio” sindaco ebolitano ( Rosania ) rischiò il linciaggio quando propose di spostare lo svincolo al rione Pescara. Titolari di bar, negozi e caseifici in zona sarebbero falliti. E così fallì il progetto di Rosania. Lo svincolo si farà a San Vito Martire. Tra ville, distributori di benzina, capannoni vecchi e nuovi. Nella speranza che non arrivi la procura di Salerno a sequestrare tutto. Alcuni esposti sulla scrivania del procuratore Borrelli sono datati. Altri sono recenti. Quei sedici milioni sono già stanziati. Bisogna spenderli. Non esiste una soluzione alternativa. O meglio, c’è. Ma è impopolare e contestata. Chiedere a Rosania, per sapere.