CALCOLO SBAGLIATO

Eboli, Oneri area Pip: altra sconfitta per l’Ente

Il Comune chiede 100mila euro a una ditta che utilizzava solo una parte del lotto: il Tar dà ragione alla società privata

EBOLI - Una richiesta palesemente “irragionevole ed illegittima”. È durissima la sentenza del Tar nei confronti del Comune di Eboli a proposito dell’ennesimo ricorso di un’azienda in area Pip cui erano stati richiesti oltre 100mila euro di oneri di urbanizzazione. In questo caso la vicenda ha dei risvolti davvero particolari. L’azienda in questione, infatti, La Coba srl, aveva avuto in concessione il lotto D18 nel 2010, ma l’estensione di terreno era in parte di proprietà demaniale. Tanto che il Comune, nel concedere il permesso di insediamento produttivo lo subordinò all’avvenuta sdemanializzazione delle particelle. Ed infatti l’assegnazione, che avrebbe dovuto essere nel complesso di oltre 6mila metri quadri, rimase subordinata al completamento del frazionamento e della sdemanializzazione della particella, cosa che impedì alla società di usufruire a pieno titolo dell’area, impedendole di realizzare qualsiasi opera su quella zona.

Ed infatti, il Tribunale amministrativo ha ritenuto la questione “assorbente” rispetto a qualsiasi altra considerazione, giacché la ditta in questione ebbe una in concessione in gran parte inutilizzabile. “La sospensione dell’efficacia del titolo edilizio, come contemplata espressamente impediva alla società di avviare ogni attività edificatoria e costruttiva, unitamente alla mancata acquisizione completa della titolarità dell’area interessata dal lotto D18, rendono palesemente ed irragionevolmente illegittima ogni richiesta di esborso economico da parte del Comune”.

Il collegio non si è neppure soffermato ad esaminare le altre doglianze, espresse nel ricorso dagli avvocati Franco Morena e Donato Gallotta , che facevano anche presente come le opere di urbanizzazione realizzate in area Pip non fossero state finanziate interamente dal Comune, bensì in gran parte con finanziamenti a fondo perduto, ragion per cui si sarebbero dovuti sottrarre dal calcolo i costi non sostenuti dall’ente. Invece nella richiesta di pagamento erano state conteggiate tutte le spese, anche quelle non sostenute direttamente dal Comune, arrivando alla cifra complessiva di oltre 8 milioni di euro.

Su quella base di calcolo per ogni ditta insediatasi in area Pip era stato chiesto un contributo di circa 15 euro al metro quadro. Si tratta dell’ennesimo ricorso accolto dai giudici amministrativi sulla stessa vicenda. Sebbene il caso della Coba srl sia davvero particolare, giacché l’azienda era stata messa nell’impossibilità di usufruire pienamente dell’assegnazione. Già il mese scorso altri imprenditori hanno ottenuto dal Tar di Salerno l’accoglimento in primo grado e sono riusciti, almeno per il momento, ad evitare il sostanzioso esborso richiesto dal Comune per i costi di urbanizzazione.

Si trattava solo di un primo gruppo di ricorsi per i quali la cifra totale era di circa 1 milione di euro. In quel caso il Tribunale amministrativo aveva accolto i ricorsi, riunendoli, asserendo che la richiesta dell’ente locale giungeva troppo tardi ad “avvenuta prescrizione”. Subito dopo questa prima sentenza il commissario prefettizio di Eboli, Antonio De Iesu , aveva annunciato l’appello al Consiglio di Stato. La cifra in gioco, infatti, potrebbe fare la differenza per le casse comunali. Ma, almeno in primo grado, la vicenda non sta andando nella direzione auspicata dall’ente locale.

Stefania Battista