LA VIOLENZA

Eboli, coltellata al volto del cognato: denunciato

Il ferito è finito al Pronto soccorso mentre l’aggressore è stato identificato dai carabinieri

EBOLI - Ancora sangue in città, questa volte le coltellate si sono verificate al rione Paterno. Protagonista dell’aggressione ai danni di un cognato è un noto pregiudicato, protagonista di un altro episodio sanguinario solo qualche mese fa, in un centro scommesse di via Nobile. Questa volta, Franco M., ha deciso di risolvere l’ennesima controversia in famiglia, sorta col cognato, lacerandogli il volto con l’arma da taglio. La vittima ne avrà per una decina di giorni. Forse resterà sfregiato. Fortunatamente per lui , però, il taglio col coltello non ha raggiunto gli occhi. Motivo della lite, a quanto pare, un diverbio familiare. Ciò che le forze dell’ordine definiscono “futili motivi”. L’uomo è stato denunciato a piede libero dai carabinieri di Eboli, al comando del capitano Emanuele Tanzilli .

I militari sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse con conseguenze più gravi. Ieri mattina intanto i commercianti di via Pio XII erano preoccupati: «Abbiamo visto Franco sfrecciare in auto per le strade del rione. Era visibilmente agitato». A novembre scorso il pregiudicato aveva deciso di regolare dei conti in sospeso con un noto barista del rione Paterno usando egualmente il coltello. Si trovavano nella sala giochi gestita “dall’avversario” ed F.M. che già aveva litigato con il gestore, aveva all’improvviso estratto un coltello con tre centimetri di lama ferendolo alle spalle. In quell’occasione, però, non gli era andata “liscia” perché era intervenuto anche il fratello del barista e i due lo avevano pestato rompendogli il setto nasale. Alla fine erano stati denunciati in tre, sia l’aggressore che i due fratelli. Ma a quanto pare né la precedente denuncia né il pestaggio ricevuto hanno fatto sì che F.M. cambiasse abitudini e ricorresse ancora una volta alla violenza per ottenere ragione.

L’episodio di giovedì sera ha destato meno scalpore di quello di novembre, data anche la minore entità della ferita ed il fatto che i due fossero parenti seppure acquisiti. Contribuisce, però, ad avvelenare il clima di alcuni quartieri dove il ricorso alla violenza è la norma. Come al rione Pescara dove lunedì sera si è verificata un’altra rissa che ha coinvolto i membri di due famiglie “rivali”. Anche in quel caso i motivi delle coltellate, che ha portato in ospedale ben quattro persone, pare fossero di ordine “familiare” per un fidanzamento saltato che avrebbe dovuto, invece, sancire la pace. Ed anche in quel caso provvidenziale è stato l’intervento dei militari che hanno denunciato ben cinque persone per rissa aggravata. I “protagonisti” avevano usato non solo mazze e spranghe, ma anche un coltello o un cacciavite procurando ai rivali numerose ferite.

Stefania Battista