LA DECISIONE

Eboli, chiusa la pizzeria: bloccato il concerto del cantaboss siciliano

Blitz dei vigili urbani a Cioffi, sospese le attività del locale

EBOLI - Chiuso il locale, nemmeno a Eboli si farà il concerto di Niko Pandetta . Il cantaboss che osanna i mafiosi non troverà ospitalità nella piana del Sele. C’è chi giura di averlo visto, l’anno scorso a Capaccio Paestum. A quanto pare, resterà quella l’ultima tappa, l’ultimo concerto per la scarcerazione dei mafiosi reclusi al carcere duro. La crociata di Cariello e Monaco , sindaci di Eboli e di Campagna si è conclusa con due revoche. Pandetta non canterà nè il 20 nè il 22 febbraio, nè a Cioffi di Eboli, nè al Quadrivio di Campagna. L’ultima novità è clamorosa. Mercoledì pomeriggio i vigili urbani hanno scoperto che la pizzeria di Cioffi non aveva i documenti in ordine. Sospensione temporanea dell’attività, lo prevede la legge. Sarà sufficiente per far saltare il concerto di Carnevale. I caschi bianchi hanno constatato delle irregolarità cartacee e si sono mossi di conseguenza. Locale chiuso, attività sospese e addio Pandetta. Il provvedimento è di carattere amministrativo, avrà una durata temporanea.

Il sindaco è soddisfatto. Cariello, così come il suo collega Monaco a Campagna, aveva dichiarato: «Chi canta per la mafia non si esibirà sul territorio che amministro ». Detto, fatto. Facile non è stato. Negli ultimi giorni, il primo cittadino di Eboli ha scritto al prefetto e al questore di Salerno. Ha compulsato avvocati comunali e legali di fiducia. È entrato e uscito dall’ufficio dei vigili urbani. È tornato in Comune e si è diretto all’ufficio attività produttive. Non ha dato tregua a nessuno dei suoi collaboratori, nemmeno a dirigenti comunali ( Francesco Mandia ) e al comandante dei vigili urbani, Marco Garibaldi . «Pandetta a Eboli non deve cantare». E non canterà. Il gioco di squadra ha funzionato, l’inno alla mafia non ci sarà. Il neomelodico catanese era diventato famoso, in chiave non positiva, a Fisciano, durante le feste di Natale, in un concerto abusivo che ha provocato la chiusura del bar. Il cantaboss che si dichiara contro il carcere duro si è esibito anche a Salerno.

Dieci minuti di canzoni, 500 euro sul conto. Centinaia di fans lo acclamano, alcuni lo giustificano: «Pandetta è un poeta d’amore ». Verità di comodo, i suoi monologhi sullo zio mafioso e sui suoi “comparielli” al carcere duro, gli hanno cucito addosso il profilo del cantaboss, dell’artista che odia il 41 bis, la detenzione dura che è costata la vita ai due legislatori che la proposero. I proprietari avranno tempo e modo per sanare le contestazioni mosse dal comandante Garibaldi e dai suoi uomini. Per ora la pizzeria è chiusa. A Cioffi se ne sono accorti in molti. E in molti sono rimasti dispiaciuti, ignorando il contenuto delle canzoni e cosa simboleggi il neomelodico catanese. C’è chi azzarda paragoni con Gomorra, con i “miti” di Ciro Di Marzio e Genny Savastano. Anche loro sono modelli negativi, anche loro hanno un pubblico vasto, in tv, ma nessuna censura pubblica. Sarà. Il dibattito è aperto. Ma Cariello e Monaco non sentono ragioni. Invitate chi volete, buon Carnevale a tutti, ma Pandetta nella piana del Sele non si esibirà. In dieci giorni le due tappe della vergogna sono state cancellate. Vade retro mafia. E ai suoi cantori.