IL FATTO

Eboli, caos in corsia tra feriti e sospetti Covid-19

Un anziano con la febbre beffa i controlli al Pronto Soccorso intasato dai pazienti di un incidente

EBOLI - Quattro ambulanze con quattro feriti per un incidente stradale. Tutti nello stesso ospedale, a distanza di pochi secondi. Tutti al Pronto Soccorso dove, sabato sera, c’erano già due casi sospetti di Covid-19. La scelta del 118 ha scatenato l’ira dei medici e degli infermieri del reparto: «In queste condizioni diventa complicato lavorare in Pronto Soccorso. Abbiamo tre stanze per i pazienti sospetti Covid e una sola stanza per l’utenza ordinaria destinata ai pazienti con le altre patologie».

A completare la “frittata” ci ha pensato una persona anziana entrata in Pronto Soccorso con la febbre a trentanove. Ai controlli all’ingresso, l’uomo ha dichiarato di soffrire di mal di pancia. Una furbata per essere assistito più velocemente. Furbata che però ha portato alla chiusura del servizio sanitario, per la necessaria sanificazione. Sabato sera difficile da dimenticare per il personale del Pronto Soccorso. Alle 19:30 è arrivato un incidente stradale tra Eboli e Capaccio Paestum. Due auto, un frontale. Un italiano contro tre indiani. L’italiano di Castelcività, ma residente a Sicignano, ha riportato danni seri: una frattura preoccupante al bacino oltre ad altre ferite.

In Pronto Soccorso sono intervenuti chirurghi e rianimatori. Il paziente è stato trasferito in radiologia, a fare la Tac. Pochi secondi dopo, sono arrivate le altre ambulanze con i tre indiani. In fila, una dietro l’altra. Ad affidare i feriti ai sanitari. Il reparto si è ingolfato, scatenando la protesta dei malati “ordinari”. E la furbata dell’anziano che è entrato in corsia con la febbre alta, senza fare il tampone o aspettare le procedure anti Covid. «Dovevano seguire la procedura e distribuire i pazienti dell’incidente tra gli ospedali di Eboli e Battipaglia. Il 118 segue sempre questa prassi. Sabato non è successo. Ed è stato il caos».

(a.p.)