LE VERIFICHE

Eboli, blitz della Finanza al Piano di Zona: acquisiti altri atti

L’indagine è quella relativa agli appalti del consorzio sociale. Militari anche in Comune per le forniture di gas nelle scuole

EBOLI - Nuova perquisizione alla sede del Piano di Zona di Eboli. La Guardia di Finanza è tornata a bussare negli uffici di via Umberto Nobile. Le fiamme gialle sono state nelle stanze del palazzo Massajoli che dal 1997 ospita gli uffici che si occupano di minori a rischio e fasce deboli. L’obiettivo della perquisizione è stato quello di verificare alcuni atti. L’operazione è avvenuta - a quanto pare - a metà settimana. Sull’indagine c’è il massimo riserbo ma non si esclude che si tratti di un “approfondimento” chiesto dalla procura di Salerno sull’inchiesta legate a presunte turbative d’asta: inchiesta che vede indagati l’ex sindaco Massimo Cariello , amministratori degli Alburni, e decine di dipendenti comunali. Le fiamme gialle sono state al Palazzo Massajoli per tutta la mattinata.

La Procura, nel settembre scorso, ha chiesto la proroga delle indagini per 41 indagati, molti dei quali accusati di aver favorito alcune cooperative sociali. L’indagine è giunta alla seconda richiesta di proroga da parte del sostituto procuratore. La guardia di finanza, pochi giorni fa, aveva invece effettuato un’altra perquisizione negli uffici pubblici, presso la sede centrale del Comune, in via Ripa, per acquisire gli atti sulla fornitura del gas in alcune scuole di periferia. Da Casarsa a Cioffi, l’indagine era inizialmente circoscritta ad alcuni edifici scolastici. Poi è apparso chiaro che il lavoro degli investigatori era molto più ampio. Al vaglio delle fiamme gialle c’è anche la fornitura del metano nelle scuole. L’indagine riguarda sette anni di fornitura dal 2014 al 2020. I finanzieri sono saliti al primo piano del Comune dove hanno acquisito gli atti. Una dopo l’altra, hanno fotocopiato tutte le carte in possesso del dirigente comunale. Interi faldoni composti di fatture, di atti tecnici e forse anche politici.

La presenza delle fiamme gialle, nient’affatto rara negli ultimi tempi in Comune, non è passata inosservata ai dipendenti e ai funzionari di Palazzo di Città. La guardia di finanza pare abbia avviato l’indagine su una denuncia ritenuta fondata e anche dettagliata. La vicenda è “coperta” dal segreto istruttorio, gli investigatori sono abbottonati. Ma è facile intuire che si possa ipotizzare la turbativa d’asta o un’eventuale discrasia tra la merce fatturata e quelle effettivamente fornita. Siamo nel campo delle ipotesi. L’indagine comunque non è partita da una segnalazione anonima. Non si eslcude che le fiamme gialle potrebbero sentire gli amministratori o i tecnici comunali come persone informate dei fatti.