E' salernitana la regina del tiro a voloIannotti, uno storico trionfo a Belgrado

L'atleta di Vallo della Lucania ha vinto la prima Coppa nella storia della fossa femminile italiana: "Merito della mia famiglia". Argento per un'altra italiana

Inizio con il botto: un oro e un argento alla prima giornata per l’Italia del tiro a volo impegnata nelle finali di Coppa del Mondo. A partire alla grande è la squadra femminile: Giulia Iannotti vince la prima Coppa nella storia della fossa femminile italiana, Chiara Cainero nello skeet non riesce a doppiare il successo conquistato lo scorso anno a Granada, e deve accontentarsi del secondo posto.
«Quello di Giulia - commenta il ct Albano Pera è un successo che aspettavamo da tanto. E’ sempre stata una alla quale tecnicamente si poteva insegnare poco, ma abbiamo lavorato molto sulla psicologia. Sono contento che alla fine abbia vinto una bellissima gara. Ora l’attendo ai Giochi di Pechino».
«Mi ero stufata - sottolinea invece la Iannotti - di sparare benissimo in qualificazione e poi di subire la pressione della finale. Oggi sono riuscita ad essere regolare e ho pensato a tirare senza badare ad altro. Ci voleva questa vittoria, e da oggi spero di cominciare una nuova carriera».
Una dedica in particolare?
«Tanta gente mi ha aiutata e sostenuta aggiunge il ct, il mio fidanzato, ma la vittoria di oggi è per la mia famiglia. Cercherò di vincere ancora, per me stessa e per accontentare tutti gli altri».
Al secondo posto, dietro la Iannotti, si è piazzata una rappresentante di San Marino, Daniela Del Din, mentre il bronzo è andato alla cinese Yingzi Liu.
Giulia Iannotti ha ventotto anni, nata a Napoli vive a Vallo Della Lucania, è agente forestale. Nel suo palmares figurano cinque titoli assoluti italiani, molte medaglie a squadra, una partecipazione, non felicissima alle Olimpiadi di Sydney 2000, dove fu diciassettesima. Ora il trionfo a Belgrado, un trofewo di grande valore per la vallese.
Nello skeet la friulana Chiara Cainero voleva fortemente il suo secondo trofeo di cristallo e ci è andata vicina. Ha sparato bene, perché il suo 97/100 è inferiore di un solo piattello al 98/100 che la sua avversaria di oggi, Erdzhanik Avetisyan, ha dovuto ottenere per portarsi la Coppa in Russia.
Le russe hanno preso anche il bronzo con Svetlana Demina. Negli ultimi due anni l’azzurra ha centrato nove finali sulle tredici gare disputate e per nove volte è salita sul podio: un certificato di garanzia e di speranze, specie in chiave-Pechino. «A Chiara - sottolinea il ct Francesco Fazi - ho chiesto di non sbagliare a Pechino, specialmente in finale. Oggi si è permessa un errore negli ultimi 25 piattelli. Lavoreremo per essere perfetti. Possiamo farcela».