IL CASO

Due scuole medie in 100 metri: è rivolta a Salerno

Un istituto secondario di primo grado nella “Don Milani”, proprio accanto alla storica “Monterisi”

SALERNO - Sul libero mercato si chiamerebbe concorrenza. Non, però, nell’amministrazione pubblica e, nel caso specifico, nella scuola. L’ipotesi di avere un istituto “concorrente” proprio di fianco alla sede storica fa gridare allo scandalo e addirittura proclamare lo stato d’agitazione del personale scolastico, che si sente defraudato - per usare un eufemismo - del “monopolio” finora avuto. Accade a Pastena, quartiere di Salerno, dove c’è aria di guerra alla Scuola secondaria di primo grado “Monterisi”. A scatenare la protesta è la decisione della Giunta comunale di prevedere in via Corenzio, a pochi passi dalla sede della Monterisi, un altro istituto comprensivo: “Don Milani”. Insomma dal prossimo anno scolastico la Monterisi non avrà più l’esclusiva in zona, ma dovrà fare i conti con l’altro istituto, che potrebbe quindi togliere iscritti e determinare una riduzione delle sezioni. Una situazione normale in tanti altre realtà, soprattutto in provincia dove “convivono” da anni istituti, facendosi concorrenza a suon d’offerta formativa. Un affronto, al contrario, secondo il personale della Monterisi, che rischia addirittura di mettere in pericolo la storia e l’eccellenza della storica scuola media di Pastena. Perciò si convoca un incontro nella sala docenti, al quale prendono parte anche sindacalisti e genitori, tutti pronti a difendere l’onore della scuola, macchiato dall’onta della concorrenza. E, come prima azione concreta, viene proclamato lo stato d’agitazione. «Il nuovo dimensionamento della rete scolastica, nonostante le rassicurazioni fornite da parte delle istituzioni comporterà nei prossimi anni il totale svilimento dell’eccellenza della Monterisi, determinato dal calo delle iscrizioni per la presenza di una scuola secondaria di primo grado nelle immediate vicinanze con annessa la scuola primaria che finora garantiva iscrizioni», scrive preoccupato il personale in una nota. Il timore è proprio quello della concorrenza che, in situazioni normali, dovrebbe aguzzare l’ingegno e portare, in casi come questi, a migliorare l’offerta formativa, aprendosi magari a nuove metodologie d’insegnamento per stuzzicare gli studenti e i genitori.

Gaetano De Stefano

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