la sentenza 

Due anni al pusher sorpreso con la cocaina

Ha chiesto il patteggiamento ottenendo una sentenza di condanna a due anni di reclusione, il paganese Emilio Damiano, 57 anni, accusato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti....

Ha chiesto il patteggiamento ottenendo una sentenza di condanna a due anni di reclusione, il paganese Emilio Damiano, 57 anni, accusato di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Damiano era stato sorpreso lo scorso 19 dicembre con venti grammi di cocaina da una squadra di carabinieri sotto copertura, impegnati in una operazione antidroga nella zona di Scafati. Il cinquantasettenne era stato fermato per un controllo dopo essere stato seguito e fu trovato in possesso del pacchetto di stupefacente: per i militari si trattava di una “ambasciata” a distanza, un passaggio di droga per le feste di natale, una sorta di pacchetto per celebrare un periodo in cui levitano i consumi di sostanze illecite, intercettato stavolta sull’asse Pagani-Scafati.
La provenienza di Damiano e il luogo in cui avvenne l’arresto lasciarono intravedere agli investigatori un filo inedito, un legame nei rapporti di compravendita tra piccoli venditori su strada, in contatto tra loro per procacciarsi quantitativi non enormi di coca da piazzare sul territorio di riferimento. Non è dato sapere chi fosse il destinatario della transazione, ma l’ipotesi lascia pensare ad una persona a sua volta inserito nella filiera dello smercio, un altro pusher che attendeva la merce dopo l’ordinazione.
Il giro era stato fermato dall’intervento dei militari, attivati sulla base di un precedente lavoro di indagine, con l’arresto in flagranza a carico del reo. Al termine dell’indagine preliminare, dopo la conclusione della fase investigativa e il decreto di giudizio, l’imputato paganese ha chiesto e ottenuto di accedere alla pena concordata, con il consenso del pubblico ministero, fino all’emissione della sentenza da parte del giudice monocratico del Tribunale di Nocera Inferiore, Raffaele Donnarumma.
Alfonso T. Guerritore
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