Droga, due fratelli in manette 

Preso anche il figlio di uno dei pusher. Le ordinanze dopo il blitz di marzo: altri 6 nei guai

Due fratelli e il figlio di uno dei due, sono stati arrestati con l’accusa di possesso e spaccio di sostanze stupefacenti, al termine di un’inchiesta culminata nell’emissione di altrettante ordinanze cautelari: in carcere sono finiti i due fratelli Emilio e Gennaro Sicignano, di 55 e 60 anni rispettivamente, e il figlio di uno dei due, Salvatore, venticinquenne. Disposto inoltre il divieto di dimora per Ciro Sorrentino, 39 anni, mentre per altre cinque persone è scattata la denuncia a piede libero, con l’accusa a vario titolo di concorso in detenzione di sostanze stupefacenti.
Il blitz si ricollega al ritrovamento nel marzo del 2018 di cento grammi di cocaina e cento di marijuana riconducibili a Gennaro Sicignano. Nelle carte dell’informativa raccolta a carico degli indiziati sono in evidenza le intercettazioni, con le descrizioni di spedizioni punitive, accordi e incontri: «Mo’ quando esci, quello sta qua fuori, deve abbuscare…», si dicevano in carcere Gennaro e Salvatore Sicignano, parlando di “affari”. Ancora, nelle captazioni dei dialoghi in carcere sono spuntati i sospetti sul lavoro dei carabinieri: «Quelli già sapevano, sono andati direttamente nel palazzo di fronte, quando sono venuti subito mi hanno perquisito… Stavano quelle situazioni, se vengono le guardie me lo mettono in c…».
Nel corso del blitz di marzo, infatti, i militari ritrovavano lo stupefacente all’interno di una cassetta di metallo, sul muro adiacente alla porta affacciata sul terrazzo all’ultimo piano del condominio. La droga era all’interno di un pacchetto avvolto con più strati di nastro da imballaggio marrone. «Che ne so io, mica è il mio, che mi devo accusare per tutta la roba presente nel palazzo. Voglio chiamare il mio avvocato. Fatemi chiamare il mio avvocato». A completare il quadro investigativo, nel comodino di casa spuntarono circa diecimila euro in banconote di vario taglio.
La misura cautelare a carico dei quattro, con tre ordinanze in carcere e un divieto di dimora fuori dalla regione Campania, comprende anche le posizioni di alcuni indagati, con dei rigetti rispetto ad ulteriori richieste del pm della Procura. Le posizioni a piede libero, tutte relative a contestazioni in materia di stupefacenti formulate a vario titolo riguardano Chiara Cesarano, Mario Cirillo, Carmela Sicignano, Olimpia Imparato, tutti residenti a Scafati, Ciro Sorrentino, residente a Santa Maria la Carità, e Giuseppe Pagano, residente a Cicciano. Le risultanze investigative erano partite a marzo 2018 in seguito al rinvenimento della partita di droga nelle pertinenze condominiali dell’abitazione del cinquantacinquenne, con ulteriori episodi di spaccio ricostruiti nel tempo a carico degli indagati i quali, sebbene gravati da specifici precedenti, avevano sostanzialmente fatto degli stupefacenti la loro unica fonte di sostentamento.
I militari dell’Arma, oltre a rinvenire e sottoporre a sequestro nel corso del primo intervento circa 13.000 euro in contanti, sottoposero a minuziosi controlli i redditi e i patrimoni, consentendo l’emissione di un decreto di sequestro preventivo per ulteriori 400mila euro circa, depositati in conti correnti e prodotti finanziari rinvenuti nella disponibilità degli indagati, oltre a un autoveicolo Mercedes e a un motoveicolo, anch’essi verosimilmente acquistati con i ricavi provenienti dalle attività di spaccio di droga, con un nucleo di persone impegnate specificamente nel coordinamento e nelle linee direttive dello smercio su base familiare.
Alfonso T. Guerritore
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