Dragaggio, Messineo torna a mani vuote da Roma 

Il segretario dell’Autorità Portuale in missione al Ministero dell’Ambiente: «Non ci sono certezze»

SALERNO. «Comunicheremo le novità sul dragaggio solo quando avremo certezze». Il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Francesco Messineo, reduce dalla trasferta a Roma al ministero dell’Ambiente, non si sbilancia più di tanto. L’obiettivo è sempre quello di completare l’escavo dei fondali del porto di Salerno nel 2020, nonostante le innumerevoli difficoltà incontrate lungo il cammino. Colpa soprattutto della palude burocratica che dal 2012, anno in cui è stato approvato il grande progetto sul porto di Salerno, blocca l’inizio dei lavori. Per cominciare a guadare avanti e non restare ancora impantanati, col rischio che scadano pure le analisi effettuate nel 2013, c’è bisogno dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, che tarda ad arrivare.
Perché, dopo aver ottemperato a tutte le prescrizioni dello scorso anno per la gestione dei sedimenti, per ottenere la Via, si pensava che il nullaosta arrivasse automaticamente, essendo state le indagini validate dall’Arpac. Invece non è stato così e, senza l’acquisizione dei pareri ambientali, non si può andare avanti. I prossimi passi, infatti, dopo l’ok ministeriale, sono l’ottenimento del parere di competenza del Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato di Napoli. E, quindi, si potrà procedere all’approvazione del progetto definitivo da parte della Stazione appaltante (previo adeguamento del progetto definitivo ad eventuali prescrizioni, verifica dell’organismo accreditato e validazione del Rup) e alla gara per l’affidamento del progetto esecutivo e dell’esecuzione dei lavori. Contemporaneamente saranno espletate le procedure per l’affidamento del servizio di direzione lavori, di collaudo tecnico-amministrativo e di esecuzione dei rilievi/monitoraggi di controllo.
L’escavo, una volta completato, prevede l’abbassamento dell’attuale fondale del bacino portuale dalla quota di -8 metri a -11 metri, e alla quota compresa – in ragione della zonizzazione del porto – da -11.50 metri a -17 metri, riferita al livello medio delle basse maree sizigiali. E, ancora, l’escavo del canale di accesso al porto fino alla batimetria di -17 metri. (g.d.s.)
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