Agostino Gallozzi

L'INTERVENTO

Dragaggio fermo a Salerno, l'appello: «Il Governo Conte deve intervenire»

Il ritardo della realizzazione dei lavori di approfondimento dei fondali del porto di Salerno, obiettivamente gravissimo, va inquadrato nel contesto della più generale paralisi burocratica- amministrativa che strangola le opere, pubbliche e private, nel nostro Paese. Senza dubbio l’accelerazione impressa nell’ultimo anno all’iter delle procedure, da parte del presidente e del segretario generale dell’Autorità Portuale di Sistema, consente oggi di avere un quadro chiaro. Così come è fuor di dubbio che la loro azione è stata determinante nel rispondere ed adempiere positivamente a tutte le innumerevoli prescrizioni emerse dal rimpallo tra le varie componenti della filiera, regionale e nazionale, riferibile al Ministero dell’Ambiente. Nonostante questo continuo stop and go, ad oggi tutto ciò che andava fatto per l’ottenimento della “autorizzazione finale” è stato fatto. Adesso – in questa storia senza fine - l’impasse è circoscritta al via libera definitivo da parte del Ministero dell’Ambiente e, quindi, al passaggio in sede di Provveditorato regionale per le opere pubbliche. Solo dopo si potrà procedere all’appalto vero e proprio.

È pertanto ora indispensabile un ultimo slancio, un ultimo scatto in avanti, ed è quindi a mio avviso necessario, con estrema urgenza, allargare lo sguardo e chiamare in causa, con spirito costruttivo, la filiera istituzionale: Ministerodell’Ambiente in primis, ma anche Ministero delle Infrastrutture e Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro. Sono Ministeri tutti riconducibili al Movimento 5 Stelle, premiato il 4 marzo scorso in maniera consistente in Campania e nella nostra città di Salerno, oltre che nella nostra provincia. Come pure vanno chiamati in causa gli esponenti istituzionali eletti nel nostro territorio: il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Sen. Andrea Cioffi e il Sottosegretario alla Difesa On. Angelo Tofalo.

Per una provvidenziale coincidenza questi esponenti politici ed istituzionali, espressione della maggioranza dell’elettorato salernitano, ricoprono incarichi attraverso i quali possono certamente, nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità loro in capo, accertarsi che il compimento del percorso autorizzativo dei lavori di dragaggio del nostro porto proceda in maniera celere, senza più affogare nel mare dei rimpalli burocratici, particolarmente in sede ministeriale. Naturalmente, un ruolo istituzionalmente determinante è quello della Regione Campania, il cui presidente ha sempre seguito con la massima attenzione le problematiche del nostro porto.

La condivisione operativa (non a parole, ma con fatti concreti) di questo gravissimo problema – il dragaggio – tra Governo e Regione è un punto/chiave: non è certamente il momento delle polemiche politiche (legittime, per carità), ma è il momento, invece, della responsabilità istituzionale, convergente sugli interessi del territorio. Nessuno può chiamarsi fuori dalla risoluzione di quella che è un’emergenza a tutti gli effetti. Sono in ballo decine di milioni di euro di investimenti in nuovi macchinari portuali, che noi privati abbiamo posto alla base del maggiore programma di crescita e sviluppo mai pianificato prima, ma innanzitutto è in ballo il mantenimento e l’innalzamento degli attuali livelli occupazionali, in un ambito, quello del lavoro, che rappresenta nel meridione d’Italia una vera emergenza nella emergenza. È il momento della responsabilità istituzionale a tutti i livelli, senza alcuna contrapposizione, nell’interesse di tutti per la crescita economica e sociale della nostra terra.

Noi imprenditori certamente ci siamo, siamo in prima linea insieme con i nostri lavoratori. E meritiamo la massima attenzione da quanti sono chiamati a rappresentare e tutelare gli interessi della nostra comunità.

* presidente Gruppo Gallozzi SpA