Salerno

Dragaggi al porto Criscuolo: «Previste troppo prescrizioni» 

Il rappresentante del Comune nell’AdSp: «Bisogna ridurle» L’avvio dei lavori slittato di un anno, costi lievitati a 5 milioni

SALERNO. La vicenda dell’escavo dei fondali del porto approda in Commissione ambiente a Palazzo Guerra. Oggi pomeriggio, infatti, il rappresentate del Comune nel Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Nino Criscuolo, relazionerà proprio sulla questione dragaggio. «Farò presente – anticipa Criscuolo – come si debba fare fronte comune per cercare di accelerare i tempi e limitare le prescrizioni. E preciserò come le colpe di tale ritardo non possano essere addebitate a nessuno». Le prescrizioni imposte dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, trasmesse assieme all’autorizzazione lo scorso luglio, difatti, sono ben 15. E oltre a rallentare la procedura, facendo slittare, di oltre un anno, l’inizio dei lavori, aumentano pure i costi di circa 5 milioni di euro. Proprio per questo si sta lavorando ai “fianchi” del Governo, per far sì che si riesca a trovare una soluzione. Sia il presidente dell’Authority, Pietro Spirito, che il governatore Vincenzo De Luca chiedono di rendere immediatamente operativo il nulla osta e di poter ottemperare alle ordinanze in corso d’opera. Si sta pure tentando di ridurre le prescrizioni, in modo tale da rendere più snello ed economico l’iter. Tra i vincoli imposti dalla Commissione ministeriale, del resto, ce ne sono alcuni piuttosto singolari, come il posizionamento di due stazioni di monitoraggio – una a Santa Maria di Castellabate, l’altra a Punta Campanella – il cui noleggio costa, in totale, 1000 euro al giorno, per controllare la torbidità delle acque durante le operazioni di dragaggio. Che, si ricorda, dovranno durare per ben 8 mesi e il volume complessivo da dragare, pari a 1,6 milioni metri cubi, è previsto che venga immerso in mare in specifica area con centro distante circa 8 miglia nautiche dall’imboccatura del porto. Completata l’acquisizione dei pareri ambientali, occorrerà ottenere il parere di competenza del Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato di Napoli. E solo dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte della stazione appaltante, si procederà alla gara d’appalto per l’affidamento e l’esecuzione dei lavori. Che, una volta ultimati, porteranno la profondità del porto a -13,40 metri nel canale d’ingresso, nel bacino d’evoluzione, nella darsena centrale e a quella di ponente. In attesa del sospirato dragaggio, nel frattempo, entro fine mese o, al massimo, ad inizio dicembre, prenderanno il via gli interventi urgenti di spianamento dei fondali. In questo caso tutto l’iter è stato completato e s’attende solo l’apertura del cantiere. Intanto si registrano novità anche sul fronte sicurezza, materia quest’ultima che, è bene precisarlo, è di competenza della Capitaneria di porto. È stato completato, infatti, grazie anche alla collaborazione degli imprenditori locali, il nuovo sistema di illuminazione del molo di sopraflutto. Così, per la prima volta, il comandante del porto, il capitano di vascello, Giuseppe Menna, ha autorizzato l’uscita, dopo il tramonto, di una nave di lunghezza superiore a 250 metri.
Gaetano de Stefano
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