L'ODISSEA

Donna di Sapri entra nella casa assegnata dopo 20 anni

Il Comune è stato condannato a pagare le spese sostenute nell’attesa

Si avvia a conclusione dopo venti anni la procedura per l’assegnazione di una casa popolare ad una donna disoccupata e madre di due figlie, una delle quali disabile. A scrivere la parola fine sulla vicenda è stato nei giorni scorsi il Tar sezione di Salerno, che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Federico Maggio ed Umberto Casale , entrambi del Foro di Lagonegro ed ha condannato il Comune di Sapri al pagamento della somma di 3500 euro quale risarcimento in via equitativa per la donna delle spese sostenute per pagare i canoni di locazione di un’altra abitazione ed ha ordinato al Comune di provvedere allo sgombero dell’immobile che attualmente è occupato abusivamente. La vicenda inizia nel lontano 1998, quando viene pubblicato il bando per l’assegnazione degli alloggi. La signora presenta la domanda e dopo undici anni, nel 2009, riceve il decreto con cui diventa legittima assegnataria della casa. La vicenda, anche se dopo undici anni di attesa, sembra finalmente essersi conclusa, ma le cose invece non vanno per il verso giusto perché quando la donna si presenta nel complesso di alloggi popolari in località Vigne-Timpone per prendere possesso della casa, scopre che questa è già da tempo occupata abusivamente. Inizia così un calvario fatto di lettere e carte bollate che andrà avanti per altri dieci anni e che forse nei prossimi mesi potrebbe finalmente concludersi con la consegna “reale” di quella casa. Dopo aver atteso invano per alcuni anni che il Comune provvedesse a sgomberare l’alloggio, nel 2014 viene presentato un primo ricorso al Tar e il Comune assegna un altro alloggio in via provvisoria che però per le sue dimensioni, circa 50 metri quadrati, non si adatta alle esigenze minime di un nucleo familiare composto da quattro persone. L’alloggio infatti dovrebbe essere di almeno 65 metri quadrati. Negli anni precedenti la famiglia, con l’aiuto di parenti ed amici è stata costretta a prendere in locazione un’altra casa pagando un canone mensile di 250 euro, nonostante avesse il diritto di poter prendere possesso della casa occupata abusivamente. Nella stessa situazione si trovano anche altre famiglie ed infatti nel 2013 e nel 2014 il Tar con altre due sentenze ha censurato il comportamento inerte del Comune che, a distanza di quasi vent’anni dall’indizione del bando, non ha consegnato ai legittimi assegnatari gli alloggi che gli spettano di diritto, in quanto occupati abusivamente da altri soggetti. I giudici amministrativi hanno dato al Comune un termine di 60 giorni entro cui provvedere alla consegna della casa, in caso contrario sarà in Prefetto di Salerno, in qualità di commissario ad acta, a provvedere a far eseguire lo sgombero.

Erminio Cioffi

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