Deposito a fuoco, amianto nella “Gesca” 

Sos Arpac: materiali pericolosi nel capannone distrutto ma nessuna dispersione nell’aria. Il Comune ordina la rimozione 

PAGANI. Emergenza ambientale dopo il rogo che ha coinvolto il deposito Gesca nell’area ex Fatme a Pagani. I rilievi effettuati all’interno dello stabilimento andato a fuoco il 18 giugno hanno evidenziato la presenza di materiali pericolosi e nella fattispecie di amianto. Scongiurata al momento la diffusione nell’aria ma a tal proposito sono stati disposti ulteriori controlli per avere un quadro completo dei possibili rischi legati alla dispersione. L’episodio si è consumato nella serata di sabato quando dal capannone di 700 metri quadri della ditta che produce prodotti a base di carta e cartone (ma contenente anche plastica e metallo), tra via Filettine e via Madonna di Fatima, si è sollevata una colonna di fumo visibile anche a grande distanza. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno e due anche da Napoli, più i volontari della Protezione Civile Papa Charlie di Pagani. Gli addetti ai lavori sono riusciti a operare in modo che le fiamme che avevano invaso il complesso non si estendessero ad altre proprietà.
Una volta domato l’incendio sono scattate le verifiche sulle conseguenze ambientali da parte dei tecnici Arpac del dipartimento di Salerno. All’interno del deposito coinvolto nel rogo questi ultimi «hanno prelevato due campioni di materiale precipitato dalla copertura del capannone a seguito dell’incendio. Gli esiti degli accertamenti hanno evidenziato la presenza di amianto di tipo crisolito e crocidolite in entrambi i campioni prelevati». Un campanello d’allarme che fortunatamente non si è concretizzato nella presenza di amianto anche nell’ambiente circostante: «Il successivo campionamento di aria nelle vicinanze del deposito interessato dall’incendio, effettuato al fine di verificare l’eventuale presenza di fibre di amianto aerodisperse, ha dato esito negativo (0 fibre per litro)», puntualizza infatti l’Arpac all’esito dei controlli. Ma per trarre conclusioni è ancora presto. A cominciare dal fatto che la stessa Arpac «ha indicato ai soggetti competenti la necessità di mettere in sicurezza con urgenza il materiale combusto, per poi procedere alla sua corretta rimozione e smaltimento. Sono tuttora in corso il monitoraggio e il processamento degli inquinanti atmosferici dispersi nel corso dell’evento, tra cui diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici, PM10, acido cloridrico, acido solfidrico, metalli pesanti, i cui risultati verranno diffusi non appena disponibili».
Intanto sulla vicenda interviene anche il Comune di Pagani, come sottolinea Giuseppe Campitiello, assessore all’Ambiente della giunta guidata dal sindaco Lello De Prisco: «In ottemperanza a quanto disposto dall’Arpac si sta predisponendo una ordinanza sindacale per la corretta rimozione e lo smaltimento del materiale combusto ai sensi delle norme vigenti nel più breve tempo possibile». Il deposito Gesca è stato posto sotto sequestro dai carabinieri, a disposizione della Procura di Nocera.
Francesco Ienco
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