Denise, addio tra lacrime e scuse 

l cittadini si mobilitano per il clochard. E scatta la colletta per adottare i suoi cani

Tra strada e cielo: la vita di Denise, il clochard ucraino di Battipaglia, si svolge tutta qui. L’asfalto grigio è il pavimento della casa, il desco per i pasti, il letto nelle nottate afose e in quelle troppo fredde, quando per scaldarsi bisogna mandar giù un sorso di vino che sa di cartone. Il cuscino di Denise ha la forma d'uno zaino logoro, la suo coperta è il cielo. Il cielo è grigio come l'asfalto, in uno strano martedì mattina: Denise Batrakov è nel cuore della città. L’omone dell’Est chiacchiera con Carmine, l’edicolante di piazza Moro che gli ha lasciato affiggere un cartello d’aiuto alla vetrina: Denise deve tornare a casa, e adesso più che mai ha bisogno di quei quattrini che raramente, davanti all’ex clinica Venosa, aveva chiesto ai battipagliesi che, spontaneamente, glieli avevano sempre lasciati nel cestino. Accanto al cartello c’è quella grossa borsa nera col foglio di via del questore: «Non sapevo nemmeno come si faceva il documento», commenta mestamente Denise, che parla male l’italiano, ma “uagliò” lo dice benissimo. Era senza permesso di soggiorno e il documento d'identità ce l'aveva, ma era russo ed era scaduto. Le lenti a specchio degli occhiali da sole coprono la malinconica espressione degli occhi azzurri, ma non camuffano il tono di voce triste: «Ero andato due minuti in bagno, avevo lasciato i miei cani da soli, legati al borsone», racconta pentito. Il morso d'uno dei suoi meticci a una ragazzina di Battipaglia lui non l'ha visto: «Sono tornato dal bagno e c’era la polizia». I vigili hanno trovato pure un coltello: «Vivo in strada. Mi serviva per cucinare e mangiare», si giustifica. Poi dice che l'ha comprato dai cinesi, e divertito spiega che l'ha pagato un euro e cinquanta. E scoppia a ridere: tutto gli va storto, ma la risata fragorosa non l’ha persa per strada. «Sono positivo, io. Mi bastano gli auricolari e sono felice». La sua musica: Bethoven e Bach. «Io non dò fastidio a nessuno - dice - e in 7 anni ho fatto tante amicizie». Un amico si chiama Antonio: è un imbianchino battipagliese che ha vissuto in strada con lui prima di trovare un appartamentino a Olevano, e che adesso, nell’ora più buia, è accanto a lui. Denise andrà in Russia: magari passerà prima per l’Ucraina a trovare la mamma, il papà, la figlia 16enne. Non vuole andare, ma sa che deve: non vuole nulla; solo i suoi cani. «Fate un titolo: “Dove sono Roxana e Basilio?”». Sono i suoi cani: li ha portati via l’Asl. Ed ora, sui social, i battipagliesi organizzano la colletta per adottarli. (ca. la.)