Luca Gentile

IL PROCESSO

Delitto delle Fornelle a Salerno, Luca Gentile si contraddice in aula

Il giovane ha ripercorso i momenti che precedettero l’omicidio di Eugenio Tura De Marco

È tornato in aula Luca Gentile , il 23enne assassino delle Fornelle, ma stavolta come teste. I giudici della Corte di Assise lo hanno sentito nell’ambito del processo all’ex fidanzata, Daniela Tura De Marco , 25 anni, difesa dagli avvocati Francesco Dambrosio e Antonietta Cennamo . Per la pubblica accusa, rappresentata dal pm Elena Guarino , la ragazza avrebbe istigato, o almeno coperto, l’assassinio del padre Eugenio, ammazzato dopo una lite con Gentile, scaturita dalla ferma opposizione della vittima alla loro relazione sentimentale. Gentile ha ripercorso in aula i momenti che precedettero l’omicidio, interpretando anche la fitta messaggistica che si erano scambiati i due fidanzati, prima e dopo il delitto. Gentile è stato condannato in primo grado a 20 anni. Quello delle Fornelle fu un omicidio di impeto, dettato dall’esasperazione dell’omicida dovuta ai tentativi del carrozziere di far interrompere quella relazione. Per l’accusa la ragazza, che sarà sentita alla prossima udienza, avrebbe assecondato l’intento assassino del giovane. Era il 19 febbraio del 2016, Gentile raggiunse il padre della ragazza nella sua abitazione di via Matteo D’Aiello, nel centro storico, e lo uccise con una coltellata a un fianco. Sulla ricostruzione di quella notte, e sul ruolo della ragazza, Gentile si è contraddetto più volte. L’escussione di ieri serviva ai giudici per aver un quadro più preciso sul grado di coinvolgimento, anche anomalo, della figlia della vittima nell’omicidio.

(m.l.)

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