IL FATTO

Dehors a Salerno, i paletti della Soprintendenza

Il parere positivo alla variante voluta dagli esercenti di via Roma in attesa del progetto esecutivo

SALERNO - Come tre anni fa il nuovo Piano d’ambito per i locali della movida arriva stamattina in Consiglio comunale con un carico di dubbi e con qualche polemica. Se, come sembrerebbe, sebbene qualche distinguo in maggioranza, il testo col disegno dei nuovi dehors di via Roma dovesse incassare l’ok, non è detto che il percorso, poi, sarà tutto in discesa. E i maggiori dubbi tra i gestori dei locali (che nei successivi sei mesi dovrebbero adeguarsi alle nuove disposizioni) si potrebbero sostanziare proprio rispetto al parere rilasciato dalla Sovrintendenza che è, sì, favorevole al progetto commissionato e presentato da alcuni titolari di bar e ristoranti, ma sostanzialmente sub iudice. Come si legge nel documento arrivato agli uffici di Palazzo di Città lo scorso 31 gennaio, infatti, la Sovrintendenza, “esprime parere favorevole” ma si tratta innanzitutto di “un parere preliminare”, “salvo eventuali variazioni che si dovessero rendere necessarie al fine di ottimizzare l’aggregazione dei vari elementi”. In più, la Sovrintendenza, “considerata la complessità degli interventi da realizzare dei quali il progetto ne traccia le linee generali”, chiede che, “per fasi successive, venga trasmesso in idonea scala - suddiviso per quadranti - anche il progetto esecutivo con l’aggregazione dei vari elementi da installare”. Si tratta insomma di una serie di verifiche che potrebbero condizionare i gestori dei locali che, a fronte di una spesa non di poco conto, potrebbero essere obbligati a cambiamenti improvvisi.

Il vincolo della Soprintendenza. Tra l’altro, nel parere espresso in riferimento alla prima versione del Piano d’ambito - nel testo a firma della sovrintendente Francesca Casule - si precisa che “pur prendendo atto delle esigenze rappresentate dagli interessati deve far presente che la soluzione adottata (l’allontanamento dai muri perimetrali dei palazzi di 1,50 metri) fu oggetto di meditata valutazione e condivisione di entrambe le istituzioni”. All’epoca, quindi, il vincolo della distanza era dirimente; ora non più, salvo valutare sul campo se il progetto sia effettivamente compatibile con l’obiettivo di decoro della zona.

I nuovi dehors di via Roma. A differenza di quanto era stato progettato, i dehors cosiddetti a “carrozza” (perché ricordano la fila di carrozze della metro o di un treno) sono state sostituiti da strutture con diverse geometrie. Restano il vetro e la trasparenza ma piuttosto che forme cubiche e squadrate, ora si è scelta una linea con un arco in cima che dovrebbe ricordare i motivi ricorrenti dei palazzi del centro storico. I pilastri sono di metallo zincato color ferro mentre sull’ingresso laterale c’è un decoro tondeggiante che potrebbe ricordare dei motivi floreali o anche una “S” scomposta. Finora, eccetto il placet della Sovrintendenza e dell’Amministrazione, il nuovo Piano d’ambito particolareggiato, previsto solo per i locali che si trovano nello spazio di via Roma compreso tra la Chiesa di Santa Lucia e quella dell’Annunziata, ha incassato una bocciatura dagli architetti dell’associazione Arcan. «L’impressione - sostengono - è che si voglia legittimare e supportare un ampliamento all’esterno degli spazi chiusi dei locali, già da anni spesso tollerato, a prescindere da ogni stagionalità e sacrificando la qualità dello spazio urbano con strutture pesanti e di dubbio gusto». L’operazione del Comune, avvertono da Arcan, appare - al di là delle valutazioni estetiche - «rischiosa perché potrebbe legittimare il consolidamento di strutture esterne solo apparentemente provvisorie ma di fatto permanenti e invasive. Il che è una stortura».

Eleonora Tedesco