De Maio in pole per l’Asis Rischio “effetto domino” 

Fiore via dopo quasi vent’anni, per il consigliere si chiederà un parere all’Anac

Nel puzzle delle nomine delle società che vedono la partecipazione del Comune di Salerno, c’e una situazione che può provocare molto imbarazzo ai piani alti di Palazzo Guerra. Rischiando di creare un “effetto a catena” così dirompente da far “saltare il banco” rispetto alle scelte varate nei primi giorni del mandato-bis del sindaco Vincenzo Napoli. L’attuale presidente della Commissione Urbanistica e consigliere comunale eletto fra le fila dei Progressisti, Mimmo De Maio, è in pole per diventare il nuovo presidente dell'Asis, la più grande società dei servizi idrici della provincia di Salerno che vede la partecipazione di oltre 40 Comuni del Salernitano. Il “cambio della guardia”, con buona probabilità, verrà formalizzato martedì prossimo quando si terrà l’assemblea dei sindaci che, in ogni caso, chiuderà un’era all’Asis. Perché dopo 18 anni la società non sarà più guidata da Nello Fiore, storico esponente dell'area deluchiana ora “ripescato” in Consiglio Regionale in seguito alla sospensione dall’incarico a Palazzo Santa Lucia di Nino Savastano, eletto fra le fila di Campania Libera e “bloccato” in seguito all'ordinanza del gip Gerardina Romaniello che dallo scorso ottobre lo ha ristretto agli arresti domiciliari in seguito all’inchiesta sull’affaire coop che sta facendo luce sui rapporti fra i vertici dell’amministrazione comunale e quelli delle “sociali” sugli affidamenti dei servizi per verde pubblico e manutenzione affidati negli scorsi anni dal Comune di Salerno. Savastano, fra l’altro, sta affrontando già il processo relativo a un filone dell’inchiesta che lo vede imputato con l’accusa di corruzione elettorale insieme al presunto dominus del “sistema coop”, Fiorenzo Vittorio Zoccola. Un passaggio da non sottovalutare, quello delle cooperative. Perché la possibile nomina a presidente dell'Asis di Mimmo De Maio e il possibile “effetto a catena” conseguente riporterebbe in auge questioni relative proprio agli approfondimenti della Procura salernitana guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli.
Lo stato dell’arte. Martedì, dunque, si definiranno gli scenari futuri dell’Asis. L’assemblea dei sindaci varerà la nomina del nuovo presidente in luogo di Fiore. E il profilo dell’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno - che negli scorsi mesi fu già avvicinato a degli incarichi a Napoli, alla Regione oppure in una delle circoscrizioni del capoluogo partenopeo - sembra essere ritenuto quello ideale per la successione dell’attuale consigliere regionale. Ci sarà bisogno, però, di alcuni “passaggi obbligati”. Che delineeranno anche il possibile “effetto a catena” a Palazzo Guerra. Se dovesse esserci la nomina di De Maio, infatti, tutto l’incartamento sarà immediatamente trasmesso all’Anac. Sarà chiesto un parere all’Autorità nazionale anticorruzione sulla possibile incompatibilità dello storico esponente dei Progressisti: il Comune di Salerno, infatti, è uno degli Enti aderenti all’Asis e, dunque, dovrà essere valutata attentamente la sussistenza di cause di incompatibilità del doppio ruolo di consigliere comunale e “guida” della società dei servizi idrici. Gli spifferi di Palazzo di Città sussurrano una grande fiducia sul doppio ruolo, già ricoperto in passato proprio da Fiore che fu assessore nel corso del suo mandato all’Asis. Ma, in caso contrario, De Maio dovrà fare una scelta: continuare ad occupare uno scranno in Consiglio o guidare l’Asis. E, con le dimissioni dal Comune, si darebbe il via a un “effetto a catena” finora evitato.
Gli scenari. A prendere il posto in Consiglio di De Maio sarebbe Alessandra Francese, prima dei non eletti dei Progressisti e indirettamente coinvolta nelle inchieste che hanno travolto il Comune. La donna, infatti, è la sorella di Davide, per lungo tempo amministratore della coop "San Matteo" (fra quelle ritenute dalla Procura far parte del “cartello” guidato da Zoccola), e moglie di Gianluca Izzo, ex dirigente della stessa società finito agli arresti domiciliari - poi revocati - per alcuni messaggi audio con pressioni per il voto inviati alla vigilia delle Amministrative 2021 ai dipendenti della ditta. Proprio quel posizionamento della Francese ha creato non pochi imbarazzi al sindaco Napoli che varò una giunta mista, con diversi tecnici, senza neanche un assessorato ai Progressisti, la lista più forte che l’ha sostenuto. Una soluzione utile proprio ad evitare l’ingresso in Consiglio della Francese ed “abbassare la tensione”. Adesso, però, a quasi due anni di distanza, potrebbe esserci il colpo di scena con l’ingresso della Francese in Consiglio nel caso di nomina - “autorizzata” dall’Anac – di Mimmo De Maio a nuovo numero uno dell’Asis.
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