PUNTO DI VISTA

De Luca, linea dura contro imbroglioni con il camice bianco

Sapere che un poverocristo è costretto a pagare le analisi di laboratorio mentre per decenni sono state costruite fortune economiche da simil-imprenditori in camice bianco, induce a più di un pensiero di rivolta.

Sapere poi che su questa partita della sanità privata, dove ci sono anche imprese serie e persone perbene, s’imbastiscono querelle che di politico non hanno nulla, il senso di rivolta diventa disgusto. Vengono pronunciate parole quasi al limite del linguaggio estorsivo, incuranti del dovere di un servizio privato che funziona con i soldi di tutti. Ora ognuno può giudicare, come crede, il governatore De Luca ma il fatto che abbia chiesto alla Guardia di Finanza di mettersi in campo per scoprire quanti truffano con i soldi della sanità privata, è un merito che gli va riconosciuto.

Meglio ancora ha fatto il Governatore a chiedere ai direttori delle Asl campane (ci auguriamo con il suo classico linguaggio“persuasivo”) di controllare il flusso della spesa della sanità privata. Perché prima della Finanza ci sono i manager che non sono gli uscieri delle ragionerie o i passacarte dei bilanci. Se lo sono, c’è una responsabilità oggettiva che è superiore a quella penale. Perchè è omertà sulla pelle dei povericristi. Impongano subito indirizzi precisi di controlli. Se c’è qualcosa che non va, lo denuncino pubblicamente. Se scoprono professionisti privati che impongono regimi di monopolio, con il loro “superattivismo” professionale, li segnalino agli organi investigativi. Se intercettano titolari di laboratori privati che, per il volume di affari che vantano, dovrebbero lavorare dalle «27 alle 33 ore al giorno», come ha confessato una fonte autorevole dell’Asl di Salerno, li mettano fuori la porta prima che li portino in carcere. Non difenderebbero solo la spesa pubblica e i povericristi. Tutelerebbero anche coloro i quali sono legittimamente sul mercato della sanità privata e non rubano. (*)

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