L'INDAGINE

Dda in Comune, acquisiti gli atti sui lidi

Gli investigatori sono stati per due giorni all’ufficio Patrimonio e all’ufficio Urbanistica sequestrando i documenti demaniali

EBOLI - Lidi vecchi e nuovi, stabilimenti con e senza cabine. Quelli estesi su un lotto di spiaggia. E quelli che di lotti ne hanno avuti due. L’Antimafia ha sequestrato tutti gli atti in Comune. Tutti i documenti degli ultimi 15 anni relativi agli stabilimenti balneari. Ogni lembo dei sette chilometri di spiaggia è ora al vaglio della Dda di Salerno. Tutte le attività su suolo pubblico saranno spulciate: da Foce Sele fino alla zona Lago. Gli investigatori sono stati negli uffici di via Ripa per due giorni. Hanno bussato prima all’ufficio Patrimonio, si sono presentati al responsabile, l’ingegnere Gaetano Cerruti . Poi sono stati all’ufficio Urbanistica, da un altro ingegnere, Lucia Rossi . Stessa procedura, stessa richiesta: «Consegnateci gli atti sulle concessioni demaniali ». Sul resto, c’è il segreto istruttorio. Su cosa si indaghi. Su quale infiltrazione malavitosa, quale clan camorristico abbia interessi alla marina di Eboli, il riserbo è massimo. Non parlano gli investigatori, non parlano i dirigenti comunale.

«Si sono venuti a prendere le concessioni demaniali, i documenti sui lidi» sussurra un dipendente in pausa tabagista, affacciato sulla piazza dei molteplici inciuci politici, battezzata dalla toponomastica come Tito Flavio Silvano. Che il movimento d’auto e di investigatori fosse corposo, lo aveva notato un consigliere comunale d’opposizione. Ovviamente ex, i politici ebolitani sono stati mandati a casa nel dicembre scorso: «Ho visto delle persone in pettorina, uscivano dal Comune con una mole enorme di carte. Erano faldoni corposi».

Gli inquirenti della Dda sono stati al comune di Eboli mercoledì mattina. Sono ritornati giovedì. Con lo stesso obiettivo: acquisire gli atti demaniali, in pratica tutte le concessioni rilasciate agli stabilimenti balneari. La marina di Eboli negli ultimi 15 anni è stata “rivoluzionata” da diversi investimenti. Accantonato il piano spiagge di Rosania , fu l’ex sindaco Melchionda ha iniziare una nuova stagione di concessioni demaniali. In breve tempo sulla marina di Eboli si sono precipitati investitori locali e non. La sabbia dorata e l’arenile ampio, hanno scatenato appetiti imprenditoriali. A prescindere dal colore dell’acqua, ingiallito dall’assenza di un depuratore. Il mare di Campolongo è diventato quasi un dettaglio. Feste, eventi, iniziative hanno calamitato migliaia turisti ma forse anche interessi malavitosi.

A questo sta lavorando la Dda. E non è l’unico filone d’indagine seguito al comune di Eboli. Poco meno di un anno fa, gli investigatori della Dda visitarono gli uffici del Piano di Zona al palazzo Massajoli. Con la stessa modalità, acquisirono le carte di diverse gare d’appalto. E con lo stesso obiettivo, vennero a Eboli per scoprire interessi di clan camorristici nei servizi a favore delle fasce deboli. Puntando gli occhi su molte gare che oscillavano tra i 500 e i 600 mila euro. Che i due “blitz” possano essere collegati, è anche in questo caso solo un’ipotesi. Da mercoledì mattina, in piazza Tito Flavio Silvano, prima e dopo la pausa sigaretta, non si parla d’altro.