L'OPINIONE

Dalla Merlin alle lucciole in strada: questione antica, come il mestiere

I recenti controlli della Polizia Municipale e le decine di verbali notificati dagli agenti in servizio antiprostituzione dalle parti della litoranea cittadina, sono forse episodi isolati, nell’ambito di un fenomeno, quello della prostituzione, che ultimamente è tornato in scena. Non bastano i verbali di intimazione, quelli per violazione del Codice della strada o per violazione del Daspo, comminati una volta ogni tanto, per frenare l’espandersi di un fenomeno che negli ultimi mesi sembra oramai inarrestabile a Salerno. Dopo gli anni delle forti multe anche ai clienti, gli anni in cui i controlli erano serrati ed in cui lo stesso sindaco di allora fu colpito da una “borsettata” in faccia da parte di una prostituta cui era stato intimato lo stop all’attività. Dopo quegli anni oggi si è tornati come se nulla fosse ad una invasione soprattutto notturna, di lucciole. Parliamo della zona litoranea, fino a via Generale Clark e a via Salvatore Allende, quindi anche della zona davanti al porto Marina di Arechi e della ex Colonia San Giuseppe, soprattutto parliamo di un fenomeno che vede il coinvolgimento di ragazze, in alcuni casi di ragazzine, in costume da bagno succinti, di questi tempi, bianche e di colore, comunque quasi sicuramente straniere. E soprattutto raccontiamo non di un lavoro illegale, come molti sono comunemente portati a pensare, il cosiddetto sex work, ma di una realtà spesso connotata da sopraffazione, abusi e violenze, da minorenni vendute e comprate in un mercato vero e proprio legato alla criminalità organizzata. Una “attività”, la più antica del mondo, che vive grazie ai tanti clienti, ovviamente, e ad una connivenza e tolleranza diffuse, quasi che le esigenze legate all’istinto sessuale di tanti uomini siano primarie, al di sopra di ogni principio etico e di ogni legge, scritta e non scritta. Quando si accenna a questa problematica si torna, regolarmente, a parlare di ripristino delle case chiuse, come a dire che la prostituzione è necessaria e una società che non la preveda non può esistere. Eppure è oramai acclarato che questo fenomeno è correlato ad una scarsa educazione affettiva e sessuale, ad un basso livello di cultura e di autostima, e che è più sviluppato laddove le problematiche nei rapporti uomo donna sono ancora declinate con stereotipi maschilisti duri a morire. Sarà un caso se, secondo una ricerca del Gruppo Abele, i clienti delle prostitute sono mediamente uomini normali, sposati e non, adesso anche anziani, viste le possibilità offerte dalla farmacologia. E non è casuale, ma legato certamente ad una difficoltà relazionale, se i maschi italiani, secondo un rapporto della “Ecpat” (End Child Prostitution and Trafficking, una onlus che si batte contro lo sfruttamento sessuale delle popolazioni più povere del pianeta), hanno il triste primato delle presenze all’estero per turismo sessuale. Sessanta anni dopo la Legge Merlin siamo alle prese con le stesse questioni di allora, sotto questo profilo la nostra società è rimasta ferma, anche a Salerno.