Dall’autopsia la verità su Antonietta

Eseguito ieri l’esame sull’anziana di Striano morta a Scafati dopo aver girato tre ospedali per eseguire una tac

SCAFATI. Si è svolto ieri all’ospedale di Nocera Inferiore l’esame autoptico disposto dalla procura per il decesso di Antonietta Rega, l’ottantunenne originaria di Striano, con problemi di cuore e neorologici, morta una settimana fa all’ospedale di Scafati dopo un inutile giro in cerca di una tac nelle strutture ospedaliere dell’Agro nocerino-sarnese. L’acccertamento era inizialmente previsto all’ospedale “Mauro Scarlato”, ma un’interruzione della rete idrica ha reso necessario il trasferimento della salma all’ospedale “Umberto I”, con una ulteriore disavventura per una vicenda senza pace. L’esito degli esami arriverà nell’arco di un mese, con la perizia a sciogliere i dubbi sulle cause del decesso.

Intanto il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Marielda Montefusco, aveva già iscritto nel registro degli indagati cinque persone, tutti in forza alle strutture ospedaliere visitate dalla donna per effettuare la tac. Le persone sotto inchiesta furono individuate dopo l’esame degli atti messi insieme dai carabinieri della tenenza di Scafati e del gruppo territoriale nocerino: due medici dell’ospedale “Mauro Scarlato”, due dell’ospedale “Martiri di Villa Malta” di Sarno e uno dell’ospedale di Nocera Inferiore, tutti a contatto con la paziente nelle primissime fasi degli arrivi. Gli indagati sono stati i primi in ogni struttura ad aver effettuato l’approccio sanitario, e dunque sono sotto accusa per omicidio colposo, omissioni e negligenze.

Il viaggio della donna era iniziato al “Martiri di villa Malta” di Sarno, prima tappa per l’esame Tac, con il macchinario fuori uso, col successivo approdo agli ospedali riuniti delle tre valli di Nocera Inferiore, fino all’ultima tappa al “Mauro Scarlato” di Scafati, dove poco dopo l’esame era arrivato il decesso. A Sarno la Tac era guasta,con la riparazione arrivata troppo tardi, quando la donna era già andata via. A Nocera Inferiore invece per la macchina c’era una fila di utenti in attesa. A Scafati infine era arrivato il sospirato esame, eseguito con esito negativo, poco prima della morte, mentre i parenti erano ancora all’oscuro del tormentato iter diagnostico dell’anziana. La signora in passato era stata sottoposta ad operazione per applicazione di un impianto by-pass per dei problemi cardiaci. Si era sentita male ed era stata accompagnata al pronto soccorso, prima di cominciare il tour della disperazione.

Ora la storia clinica delle sue ultime ore verrà ricostruita partendo dall’esame autoptico, svolto ieri su incarico del sostituto procuratore. Il viaggio attraverso gli ospedali dell’Agro per l’esame Tac era già finito agli atti della procura, con le tre cartelle cliniche riconducibili a tre diversi ospedali, accettazioni e accertamento, per rimettere insieme quanto avvenuto nei reparti. La donna è morta nel primo pomeriggio di lunedì: del decesso rispondono in prima battuta cinque professionisti in servizio al momento dell’arrivo della donna nei tre ospedali. I familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Adriana Cordella.

Alfonso T.Guerritore

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