Da “sfaccendato” ad alleato De Luca corteggia Di Maio 

Il presidente: «Apertura anche a lui». Solo Adelizzi segue il ministro degli Esteri

Vincenzo De Luca strizza l’occhio a Luigi Di Maio. E apre la porta ai fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, capeggiati proprio dal ministro degli Esteri, per la costituzione di una grande e unica forza riformatrice. Tra il presidente della Regione e l’oramai ex grillino, dunque, scoppia l’amore politico. Sono oramai lontani anni luce i tempi in cui De Luca sfidava Di Maio ad un di battito pubblico, definendolo “sfaccendato”, solo per ricordare uno dei tanti epiteti con cui il governatore, fino a pochi mesi fa, definiva l’ex leader pentastellato. Adesso, sotterrata l’ascia di guerra, De Luca passa addirittura al corteggiamento nei confronti Di Maio e dei parlamentari che l’hanno seguito nella scissione dei 5 Stelle. Così Di Maio da avversario si trasforma in interlocutore «se ricorda a me che uno non vale uno - spiega De Luca -, se c’è una maturazione politica che va nella direzione della concretezza, che nasce dalla consapevolezza che cambiare la realtà non è un programma che realizzi con le battute e con gli slogan. Devi avere la conoscenza della macchina amministrativa, devi valorizzare le competenze, devi avere una tenacia feroce nel concretizzare i tuoi programmi, se si va in questa direzione io credo che possa essere un bene per l’Italia. Quindi l’apertura vale per tutti, per Di Maio e per altre componenti».
Forza riformatrice. Perciò il presidente della giunta regionale invita Di Maio a discutere con lui di una nuova forza politica. «Io rimango convinto - puntualizza De Luca - della necessità di avviare un programma costituente per una grande unica forza politica riformatrice nel nostro Paese. Questo dovrebbe essere l’obiettivo. Ho scritto qualcosa in queste settimane tentando di offrire una piattaforma programmatica che potrebbe essere la base per la discussione per un processo costituente. Possiamo governare l’Italia avendo questo pollaio politico?», incalza De Luca che aggiunge: «Nell’area progressista vi sono una decina di forze, questo è ridicolo. È del tutto evidente che queste componenti rispondono più a esigenze di ceto politico che a esigenze dell’Italia». Anche perché, a detta di De Luca, «l’Italia ha bisogno di un grande soggetto politico che abbia una base programmatica chiara, solida e, da questo punto di vista, se c’è un’innovazione anche nell’ambito dei Cinque Stelle, se c’è un processo di maturazione politica, io credo che debba essere guardato con grande rispetto e anche con grande interesse». De Luca soggiunge che «in vista della campagna elettorale ognuno cerca di rimarcare le proprie differenze rispetto agli altri per guadagnare più voti, ma penso che prima o poi dovremo arrivare a fare questa scelta, una grande forza riformista seria con un programma di base fondamentale, e anche se possibile una grande forza moderata, chiaramente europea ed europeista che possa dare vita a una dialettica corretta da paese moderno. Così l’Italia non può reggere sicuramente».
La fronda dei 5 Stelle. Di Maio, del resto, è il promotore della fronda dei 5 Stelle, che ha portato ben 62, tra parlamentari e europarlamentari, ad abbandonare il Movimento fondato da Beppe Grillo e a confluire nel nuovo gruppo parlamentare “Insieme per il futuro”. Con lui c’è un solo parlamentare salernitano: il deputato Cosimo Adelizzi. Restano con il Movimento 5 Stelle e con Giuseppe Conte, dunque, i parlamentari Nicola Provenza e Anna Bilotti che gli ex sottosegretari Andrea Cioffi e Angelo Tofalo (quest’ultimo ha già annunciato che non si ricandiderà più, rispettando il vincolo delle due legislature). Resta con Conte anche la senatrice Felicia Gaudiano, in odore di un passaggio con Di Maio: «È stata una giornata triste - ha sottolineato sui social - continuerò a parlare con tutti. Resterò nel Movimento con Giuseppe Conte».
Gaetano de Stefano
©RIPRODUZIONE RISERVATA