Cuore torna a battere dopo più di 30 minuti È miracolo al “Ruggi” 

Morto per mezz’ora e salvato dai medici nel Pronto soccorso I valori di potassio del 62enne erano record, emoglobina a 4

L’uomo che ha vissuto due vite è salernitano ed ha 62 anni. Martedì pomeriggio il suo cuore s’è fermato per circa mezz’ora. E ha ripreso a battere solo grazie ad un miracolo: quello operato dai medici e dagli infermieri dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, letteralmente capaci di far resuscitare il paziente nella stanza delle emergenze del Pronto soccorso. Era praticamente morto, quando s’è disteso su quel letto. Le concentrazioni di emoglobina erano d’appena quattro grammi per decilitro di sangue: ben al di sotto della soglia minima, che per un uomo di quell’età è fissata a quota 12. Ed era in iperpotassiemia: in un litro di sangue si concentravano tra i sette ed i nove millimoli di potassio. Numeri spaventosi, considerando che s’inizia a parlare d’iperkaliemia dai cinque millimoli in su: in questo caso, il valore limite era quasi raddoppiato.
Provocando disordini elettrolitici che, d’aritmia in aritmia, hanno interrotto il battito cardiaco. Il cuore del 62enne, originario di Pellezzano ma da tempo residente a Salerno, s’è fermato. Eppure i sanitari dell’équipe che s’occupa dei pazienti in codice rosso tra le pareti del Pronto soccorso del plesso di via San Leonardo non si sono dati per vinti: più di dieci persone hanno tenuto stretta la vita che aveva abbandonato il corpo dell’uomo. Il 62enne è stato portato all’ospedale “Ruggi” da una delle autoambulanze partite dal Psaut di via Vernieri: l’uomo era in condizioni critiche. Ed in principio ha rifiutato il trattamento. L’emoglobina ed il potassio hanno fatto il resto: sotto gli occhi dei sanitari - c’erano tre anestesisti, una nefrologa ed altri medici ed infermieri - è comparso il famigerato elettrocardiogramma piatto. Per trenta lunghissimi minuti i camici bianchi del “Ruggi” hanno cercato in tutti i modi di rianimare l’uomo: poi il polso è ripartito. L’emoglobina era a quattro: è stata necessaria la trasfusione di tre sacche di sangue. Poi la somministrazione del bicarbonato, per arginare l’iperkaliemia: il paziente è stato stabilizzato.
Un miracolo laico, che s’è compiuto per mano dei medici del reparto di Rianimazione, coordinati dal primario Renato Gammaldi, e dei camici bianchi del Pronto soccorso, guidati dal direttore Antonio Petrocelli. Hanno restituito la vita ad un 62enne ch’era alle prese con almeno tre cause mortali: arresto cardiaco, emoglobina al minimo e iperpotassiemia alle stelle. Lo hanno salvato ed hanno disposto il suo trasferimento nelle stanze del reparto di Terapia intensiva per avviare i cicli di dialisi (intrapresi già nella giornata di martedì) e tenere sotto controllo il salernitano che ha vissuto due vite. La seconda è iniziata a 62 anni.
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