Crolli sulla via del santuario Parte la gara per il costone 

Mezzo milione per rendere sicuro il percorso che porta alla Madonna del Granato La strada da tempo è stata chiusa al traffico a causa del pericolo di caduta massi

CAPACCIO PAESTUM. Si avvia a risoluzione l’annosa questione relativa al costone roccioso sulla strada che conduce alla chiesa della Madonna del Granato, a Capaccio Paestum. Un’area frequentata per turismo religioso e anche dagli amanti del parapendio. È partita la procedura di gara per la riqualificazione ambientale e messa in sicurezza del costone roccioso sovrastante l’abitato sul versante Est. Prevede una spesa di 540mila euro oltre iva (finanziati con fondi Psr Campania 2014/2020) e una tempistica pari a 460 giorni. L’intervento consiste nella messa in sicurezza di una porzione del costone roccioso posto a monte della Strada Provinciale 13a. La scelta delle aree dove realizzare le opere di consolidamento «è stata fatta alla luce degli studi geologici e geomorfologici, secondo criteri legati alla comprensione del modello evolutivo del versante ed alla eventuale realizzazione di opere fondali per interventi di mitigazione del rischio».
Tali attività hanno interessato un ambito geografico ben definito, soggetto a fenomeni franosi (crolli), lungo i versanti della Provinciale a ridosso del centro abitato. «La strada - viene evidenziato da Palazzo di città - presenta rischi da caduta massi e da instabilità dei muri di sottoscarpa e derivanti dalla mancata correttezza dei flussi delle acque superficiali». La strada di collegamento che parte dalla SP 13a verso il centro storico di Capaccio ed arriva alla chiesa Madonna del Granato (strada Sferracavallo) risulta da tempo chiusa a causa di costante e frequente caduta massi, che mette a rischio le abitazioni sottostanti e le persone che vi transitano. Recentemente tali fenomeni si sono verificati anche sulla SP 13a con la caduta di massi di notevoli dimensioni, minacciando l’incolumità di chi ci abita e quindi transita in quell’area. La stessa strada è stata interrotta per alcuni mesi, in passato, per mettere in sicurezza temporanea, ma non definitiva, sia la strada che quanto presente nelle aree prossime.
I lavori prevedono interventi puntuali e localizzati, che prevedono la messa in opera di barriere paramassi e la posa in opera di una rete corticale. Per realizzare le opere è stato anche necessario l’ok del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’area di intervento ricade infatti nella zona A2 e B1 del Piano del Parco, in area Sic. Nel piano si specifica che sono vietati interventi costruttivi o di installazione di manufatti che possano alterare lo stato dei luoghi. E il progetto in questione prevede una trasformazione impattante sullo stato dei luoghi, sotto l’aspetto morfologico, nonché un’alterazione della vegetazione lungo il versante ovest, con scavi e movimenti di terreno. Ma sono necessari per salvaguardare la pubblica e privata incolumità. Da qui la richiesta, da parte del Comune, alcuni mesi fa, al Parco, di una deroga viste le condizioni di rischio, secondo l’articolo 20 che contempla deroghe ai divieti, a condizione che venga verificata la compatibilità con le esigenze di tutela.
Andrea Passaro
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