IL PROCESSO

Crescent: nessun reato. Stop pure alla confisca

I giudici d’Appello confermano l’assoluzione per tecnici, politici e imprese. Le parti civili condannate alle spese, insieme a De Luca e a un funzionario

SALERNO - Processo Crescent bis: tutti assolti. La sentenza pronunciata ieri pomeriggio dai giudici della Corte d’Appello di Salerno sulle presunte irregolarità compiute da tecnici, imprenditori ed amministratori pubblici per la realizzazione del complesso residenziale privato costruito in prossimità del lungomare di Salerno e che fa da cornice alla ormai quasi ultima piazza della Libertà ha confermato dunque il verdetto di primo grado, emesso nel settembre del 2018. Non ci sono responsabilità penali, quindi, per l’allora sindaco e oggi governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ma anche per gli assessori dell’epoca Eva Avossa (attuale parlamentare del Pd), Gerardo Calabrese, Luca Cascone (ora presidente della commissione trasporti in consiglio regionale), Ermanno Guerra, Aniello Fiore (fino allo scorso anno consigliere regionale), Vincenzo Maraio (ora segretario nazionale del Psi), Franco Picarone (ora presidente della commissione Economia e Bilancio in consiglio regionale), Domenico De Maio (attuale vicesindaco), Luciano Conforti, Augusto De Pascale. Stessa sentenza per i dirigenti comunali Lorenzo Criscuolo, Davide Pelosio, Matteo Basile, Nicola Massimo Gentile, Bianca De Roberto; per quelli del Ministero per i Beni Culturali Anna Maria Affanni e il funzionario Giovanni Villani e per gli imprenditori Rocco Chechile ed Eugenio Rainone. La Corte, inoltre, ha condannato le parti civili costituite (Italia Nostra onlus e Comitato No Crescent) e gli imputati Giovanni Villani e Vincenzo De Luca (che avevano presentato un ricorso incidentale per un unico capo di imputazione che fu dichiarato prescritto in primo grado) al pagamento delle spese processuali che ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Salvatore De Napoli

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