L'EMERGENZA EPIDEMIA

Coronavirus, il “Calice del contagio”: si aggrava una ragazza

La giovane in contatto con il gruppo di preghiera è in condizioni critiche a Napoli

CAGGIANO - Sale a due il numero dei decessi provocati dal coronavirus in provincia di Salerno ed in entrambe i casi si tratta di persone che hanno contratto il virus nel corso dei due raduni religiosi del cammino neocatecumenale che si sono svolti ad Atena Lucana - dal 28 febbraio al 1 marzo all’interno di un hotel - e a Sala Consilina, nella chiesa di San Rocco. Don Alessandro Brignone, parroco di Caggiano è deceduto ieri, prima di lui invece a perdere la vita è stato un catechista 76enne di Bellizzi. Le due persone decedute sono state infettate dal virus in due circostanze differenti: l’anziano originario del centro dei Picentini aveva preso parte all’incontro di Atena Lucana dove erano presenti, per l’area del Vallo di Diano, soltanto persone di Sala Consilina.

Don Alessandro, invece, aveva partecipato al secondo raduno, quello tenuto a Sala Consilina, insieme ad un gruppo di fedeli della sua comunità. Su come il virus si sia diffuso in maniera così capillare tra le persone che hanno partecipato ai due raduni - fino ad ora sono almeno 15 le persone infette, quasi tutte di Sala Consilina - ci sono diverse ipotesi e quella più plausibile, anche se categoricamente smentita dal Cammino Neocatecumenale, è l’aver bevuto dallo stesso calice durante la comunione sotto le due specie (osta e vino) che si sono tenute nel corso degli incontri di preghiera. Sulla vicenda domenica scorsa era intervenuto anche il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che attraverso un durissimo comunicato stampa aveva parlato del «rito mistico» della doppia comunione (ostia e calice) come possibile causa del contagio di massa, annunciando la denuncia all’autorità giudiziaria sia degli organizzatori che di tutte le persone che avevano preso parte ai due raduni. Poi la difesa del vescovo di Teggiano, Antonio De Luca.

A Caggiano le persone contagiate sono quattro, don Alessandro che non ce l’ha fatta, un’altra ragazza, attualmente ricoverata a Napoli e le cui condizioni di salute sono preoccupanti, ed una coppia. Ci sono però anche altre persone che hanno preso parte al raduno o che hanno avuto contatti con chi era presente e che ora sono in isolamento domiciliare, fortunatamente tutte senza sintomi che possano far pensare ad una positività al virus. Il gruppo valdianese di neocatecumeni aveva provato ad organizzare un incontro a Sala Consilina prima ancora di quello svoltosi ad Atena ma ad impedirlo era stato don Gabriele Petroccelli, parroco della Santissima Trinità, che è tra le parrocchie con il maggior numero di fedeli a Sala Consilina. Nella seconda metà di febbraio, infatti, don Petroccelli aveva negato l’autorizzazione a far svolgere l’incontro presso i locali della sua parrocchia proprio per evitare assembramenti potenzialmente pericolosi alla luce dell’epidemia in atto.

Erminio Cioffi

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