L'EMERGENZA EPIDEMIA

Coronavirus, Campania “candida”: il giallo è più lontano

Niente cambio di colore: Rt in aumento e incidenza nei limit.i L’esecutivo pronto a cambiare i paletti per evitare nuove ordinanze d’estate

238 nuovi contagi in Campania

SALERNO - Il rischio “zona gialla” è sventato. Tutt’Italia, per un’altra settimana, sarà ancora “candida”. Probabilmente gran parte delle Regioni, stando all’ultimo focus, non subiranno “retrocessioni” per i prossimi 14 giorni e, fra queste, potrebbe rientrare anche la Campania il cui destino per il futuro è in bilico e potrà esser scritto soltanto con il tempo. È quanto emerge dalla Cabina di Regia del venerdì fra il Ministero della Salute e i delegati dell’Istituto Superiore di Sanità che hanno confermato tutto il Paese, da Bolzano a Trapani, in “zona bianca”: ancora - per fortuna bassi i dati dell’incidenza settimanale del virus ogni 100mila abitanti, anche se tutti gli indicatori evidenziano una probabilissima crescita delle positività di qui ai prossimi giorni. Tutte le Regioni (tranne due) hanno uno scenario con rischio “moderato”: gli esperti, dunque, attendono un aumento dei contagi e, di conseguenza, anche dell'indicatore ritenuto fondamentale per la conferma della “zona bianca”. Quel “meno di 50 nuovi casi in sette giorni ogni 100mila residenti” sta continuando a mandare su tutte le furie proprio i governi territoriali che, vista anche la più che tranquilla situazione delle ospedalizzazioni, chiedono di rivedere il parametro e basarlo in particolare sugli accessi nei reparti Covid. Parole che sembrano essere stata ascoltate dal Governo. Già ieri, infatti, il ministro Roberto Speranza ha aperto a questa possibilità.

I nuovi dati. La situazione in Campania negli ultimi tempi si è fatta più complicata. Ma non in maniera tale da far scattare da subito possibili limitazioni. Il monitoraggio settimanale di Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, infatti, hanno assegnato alla “terra felix” un valore pari a 1.12 dell’Rt, l’indice della “contagiosità” del virus. Per la prima volta dopo più di due mesi, dunque, il dato supera la soglia di 1, iniziando dunque a creare qualche preoccupazione. Confermata anche dal fatto che alla Campania è stato assegnato uno scenario di rischio “moderato” d’evoluzione della pandemia: in pratica, secondo i calcoli degli esperti, di sicuro non si attende un calo della curva dei contagi e degli altri indicatori legati al virus. Anzi, lo scenario è che si vada verso un incremento rispetto ai numeri emersi nelle valutazioni sui report che vanno dal 5 all’11 luglio. Ciò che però “rasserena” la Campania - così come gran parte d’Italia - è il dato dell'incidenza del virus ogni 100mila abitanti: nell’ultima settimana, da Sessa Aurunca a Sapri, in base al valore-campione sono stati contati 21,7 infezioni, in aumento rispetto alle precedenti settimane. Se resteranno i “paletti” del Governo attualmente in vigore, non bisognerà superare quota 50 per restare “zona bianca”: difficile - visti pure i report delle ultime ore - ipotizzare un’esplosione di nuovi casi in così poco tempo e, dunque, sembra plausibile che la “terra felix” possa restare candida per le prossime due settimane. Si vedrà. Ma a rafforzare questa relativa tranquillità ci sono pure i dati delle ospedalizzazioni: in Campania, infatti, sono occupati il 5,1% dei posti letto di degenza e il 2,4% degli spazi nelle terapie intensive Covid. Un dato davvero irrisorio rispetto al passato e che certifica come la campagna di vaccinazione sia riuscita a ridurre (e di molto) le forme gravi dell’infezione.

Il pressing sui “paletti”. «Che senso ha chiudere quando il sistema sanitario è pienamente efficiente?». È la domanda-coro che si è alzata dai governatori delle Regioni che, visto il peggioramento della situazione epidemiologica, hanno chiesto al Governo di rivedere i parametri per i cambi di colore: «Chiederemo di togliere l’incidenza dei positivi dai parametri che muovono i colori perché c’è il rischio di tenere persone a casa quando in ospedale non ci sono difficoltà », hanno ancora evidenziato i “presidenti”. Parole che sono state recepite da Speranza che ha annunciato come «peserà di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori ». Il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni centomila abitanti - il cosiddetto Rt sintomi - probabilmente resterà tra i parametri, pur perdendo la sua discrezionalità nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40%. E nelle prossime ore entrerà nel vivo pure il discorso per rendere il “green pass” più incisivo: sembra certo che la certificazione sarà rilasciata soltanto dopo la seconda dose. E resta in piedi l’ipotesi di un “modello francese” che prevede l’obbligo di possesso della certificazione per utilizzare aerei, treni, partecipare eventi ma anche accomodarsi al tavolo del ristorante al chiuso o svolgere attività in palestra.