TERREMOTO IN COMUNE

Coop, voti e patto di sangue «A Nino il 70%, poi Franco»

L’imprenditore: direttive dall’alto, De Luca ci mette la faccia. L’ira di Picarone

SALERNO - Così come viene delineato dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, i vertici delle cooperative, su tutti il dominus Fiorenzo Zoccola (detto Vittorio), si danno un gran da fare per offrire il proprio contributo alla campagna elettorale di Nino Savastano, assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno pronto al “salto” verso il Consiglio regionale per cui sarà eletto nel 2020 con un boom di preferenze. Secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per Savastano, «nell’approssimarsi della competizione elettorale che lo vedrà impegnato in sede regionale, il corrispettivo dell’imprenditore (Zoccola, ndr ) rispetto ai favori della politica non tarda a manifestarsi e il suo impegno per la campagna elettorale, in favore della compagine politica di riferimento dell’assessore comunale è documentata da una lunga serie di contatti telefonici riferita ad attività di proselitismo politico, concretizzatasi anche attraverso l'affissione di manifesti elettorali e distribuzione di materiale pubblicitario. Un sistema di relazioni di reciproca utilità e scambi - chiarisce il gip ben lontani dalle semplici richieste di intercessione al “politico amico”, poiché integrano, invece, la contropartita di un vero e proprio patto corruttiva elettorale».

Le ragioni profonde per cui alcuni dei vertici delle cooperative decidono di sostenere Savastano viene spigata con estrema chiarezza dallo stesso Zoccola in un’intercettazione in cui definisce come vanno distribuite le preferenze. Prospettando una sorta di faida interna tra i “big”: «Le direttive al momento sono 70 e 30, 70 a Nino e 30 a Franco (Picarone). Lui sta là da cinque anni e ha dovuto lavorare e si è guadagnato i voti, invece Nino adesso, è esordiente, perciò lui sta facendo questa operazione, perché Nino tiene un competitore forte e non può fare figure di m..., perché ci mette la faccia Vincenzo (De Luca, ndr). Quindi se non esce, fa la figura di m... lui». E anche in altri stralci di conversazioni, Zoccola e alcuni dei suoi insistono sul fatto che sia stata una direttiva arrivata direttamente dal governatore: sostenere Savastano a scapito di figure che fino a quel momento erano state di riferimento, come il consigliere regionale Picarone. Quest’ultimo, però, percepisce che qualcosa sta cambiando e si fa sentire direttamente con Zoccola a cui ricorda un «accordo di sangue» che «con te non l’ho mai tradito».

Poi Picarone argomenta nel merito: «Però Vittorio ti voglio dire una cosa: a me, l’altra volta, mi hanno fatto di nuovo il servizio nel senso che Cascone e Fiore si sono presi i voti di partito da tutte le parti. A Savastano gli hanno mosso i voti che riescono a muovere loro e non lo fanno uscire perché esce Fiore. Io mi sono dovuto impegnare da solo ed esco un’altra volta perché sono bravo, però è roba mia e dopo facciamo i conti perché questa volta non mi sto, non è che vado a fare un’altra volta il servizio per loro sulla Regione».

E mentre imperversa la guerra elettorale, i vertici delle coop che sostengono l’ex assessore alle Politiche sociali si mobilitano anche per un tour elettorale in provincia. A Siano, in particolare, Zoccola (intercettato a telefono) rassicura sulla riuscita dell’evento elettorale organizzato per Savastano anche perché, dice «grazie a una persona di riferimento sul posto, abbiamo messo un tabellone sulla rotatoria nella sua proprietà». Per la trasferta di Sant’Arsenio, invece, Zoccola chiama Antonio Libretti che risponde di essere ancora in vacanza. A questo punto, viene fissato un incontro anche con Savastano e Zoccola: «vedi che a Sant’Arsenio abbiamo solo te, devi darci una mano». Poi aggiunge: «se non escono, puoi stare sicuro che ti prendo a calci in culo e te ne caccio».

(e.t.)