Cinema Capitol, ultimatum alla proprietà 

La struttura da troppi anni versa in uno stato di degrado. Il Comune: «Riqualificazione o demolizione»

Ex cinema “Capitol”: riqualificazione oppure demolizione, ovviamente a spese della proprietà. È questo l’aut aut posto dell’amministrazione in merito alla messa in sicurezza dell’area sulla quale sorge, a ridosso del centro storico, l’immobile di via Andrea Sorrentino. Un’ordinanza di esecuzione di interventi volti a garantire la pubblica incolumità già c’è stata ma a quanto pare non ha sortito gli effetti desiderati.
Torna, così, sotto la lente dell'amministrazione metelliana la questione dell'immobile che ospitava anni fa il noto cinema “Capitol”. La struttura, proprietà di privati, versa da anni in condizioni di totale abbandono tanto da mettere a rischio l’incolumità dei passanti quando, nelle giornate di maltempo piovono letteralmente calcinacci dal cielo. Per questo motivo l’ex cinema è ora oggetto di un’ordinanza sindacale che impone al proprietario di provvedere, in tempi brevi, all'individuazione di tutti gli interventi di messa in sicurezza definitiva senza escludere l’ipotesi di un abbattimento.
Inaugurato nel lontano 1957, il cinema “Capitol” ha rappresentato per anni il simbolo di quel boom edilizio che tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’70 ha visto tra le sue numerose protagoniste anche la città metelliana. Oggi è solo l’ennesima struttura cadente, che fa “bella” mostra di sé in pieno centro. Negli ultimi anni si sono susseguite numerose denunce e raccolte firme, soprattutto da parte dei residenti circostanti, affinché – in attesa di altri provvedimenti – la struttura venisse quantomeno messa in sicurezza per non rappresentare un pericolo per i passanti. Difatti, si è più volte sfiorata la tragedia, quando il cattivo tempo ha provocato il cedimento di parte del tetto del vecchio edificio. Inoltre è stata segnalata la presenza di amianto deteriorato e dell’intonaco cedevole delle pareti esterne della struttura che provoca frequenti crolli di calcinacci.
Un progetto di riqualificazione risalente al 2007, a firma dell’architetto Prisco Gazzillo, prevedeva di realizzare un parcheggio interrato di tre piani; piano terra con negozi e un ampio porticato; tre piani di uffici e abitazioni. Nulla si è concretizzato e l’edificio è rimasto in balia del tempo anche a causa dell’intricata situazione burocratica-finanziaria che interessa la struttura.
Il proprietario dello stabile è infatti stato più volte sollecitato ad intervenire. Ma fino ad ora solo rinvii con la garanzia di monitoraggi costanti e periodici dei fattori a rischio – tra cui la tenuta degli intonaci e dei cornicioni delle facciate – con apposita relazione trimestrale agli uffici comunali.
A far scattare l'ennesima sollecitazione è il fatto che tuttavia dallo scorso anno non giungono ulteriori aggiornamenti sullo stato e pertanto l'immobile risulta privo di qualsiasi certificazione che ne documenti il perdurare delle condizioni di sicurezza. Da qui l'ultimatum: o la messa in sicurezza o la demolizione. In entrambi i casi a spese della proprietà. (g. f.)