Cilentana, l’autovelox “torna” legittimo 

Scade la sospensione del prefetto sul decreto autorizzativo. Attesi gli esiti dell’istruttoria sulla pericolosità della strada

AGROPOLI. Svolta sull’autovelox al chilometro 103 dell’ex Strada Provinciale 430, poco oltre lo svincolo d’uscita Agropoli Nord. Il dispositivo fisso resta “incappucciato”, per ora, ma l’antipatico spauracchio, in passato preso anche a fucilate, è legittimo. La sospensione predisposta dal prefetto di Salerno, Francesco Russo, lo scorso 2020 non ha più validità. Sono scaduti, infatti, i termini che hanno messo un momentaneo veto al precedente decreto autorizzativo del 2010, “figlio” della legge 168 del 2002. Quest’ultimo torna in vigore e prevede il via libera all’installazione di dispositivi di controllo sulle strade interessate, senza obbligo di contestazione immediata. In teoria, si è conclusa l’istruttoria avviata dalla prefettura per la verifica del tasso d’incidentalità e delle caratteristiche infrastrutturali in relazione al tratto incriminato della Cilentana rispetto al 2010. Da indiscrezioni, le criticità che portarono al collocamento del dispositivo, permangono. Anzi, la percentuale dei sinistri stradali è sensibilmente aumentata. Il prefetto deve tener conto di due pareri essenziali: quello dell’ente proprietario, ovvero l’Anas, e quello della polizia stradale. Allo stato dell’arte, l’autovelox, mai rimosso per via del provvedimento provvisorio, non crea ingorghi e non incide sull’infrastruttura del tratto di percorrenza. Ma la stessa strada è pericolosa. Ergo, il dispositivo fisso è legittimo. Nonostante la disposizione prefettizia abbia una validità di soli 30 giorni, il Comune di Agropoli, nel rispetto dell’emergenza sanitaria, attende l’ufficialità dell’istruttoria condotta da Russo. Il prefetto resta l’unica autorità autorizzativa, ma il primo cittadino, Adamo Coppola, avrebbe potuto riattivare l’occhio elettronico, avendo ottenuto anche il nulla osta da Anas per la sostituzione dei guardrails, la cui scarsa sicurezza porta il limite di velocità a 50 chilometri orari. Ma non l’ha fatto, ritenendo opportuno impegnarsi in altre priorità e smentire la voce della “corsa a rimpinguare le casse comunali”.
Intanto, considerata la discussa legittimità dei criteri di valutazione all’infrazione dei limiti di velocità, le cui sanzioni amministrative vanno da un minimo di 42 euro a un massimo di circa 300, l’associazione “Noi consumatori”, presieduta dall’avvocato Giuseppe Russo, ha intrapreso una class action nei confronti del comune di Agropoli. La data della prima udienza al tribunale di Vallo della Lucania è stata fissata al prossimo 13 ottobre. Nel caso in cui il giudice si esprimesse a favore dei richiedenti, il Comune dovrà rimborsare e risarcire i danni ai 20 utenti multati. Tuttavia, il codice della strada ricorda, quando si provvede al pagamento di un verbale, che si rinuncia anche alla possibilità di fare ricorso. Nell’eventualità, infine, sussista l’ipotesi di “verbali abusivi”, occorre dimostrare l’illegittimità dell’autovelox che li ha generati. «Non è la prima causa che affrontiamo in merito - dichiara il primo cittadino Coppola- intanto, aspettiamo le disposizioni della prefettura e poi vedremo. Noi siamo tranquilli».
Cljo Proietti
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