IL FATTO

Cava de' Tirreni, perizia “a distanza” sull’uxoricida

Salvatore Siani massacrò a coltellate la moglie Nunzia Maiorano: gli esperti del tribunale valuteranno dal monitor del pc

CAVA DE’ TIRRENI  - Uccise con 47 coltellate la moglie, Nunzia Maiorano . Nei prossimi giorni sarà sottoposto a perizia l’uxoricida Salvatore Siani per valutare la capacità di intendere e volere al momento del brutale assassinio. I consulenti nominati dalla Corte di Assise e di Appello perizieranno il parrucchiere, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano, Napoli, in modalità da remoto per rispettare le norme di prevenzione del contagio da Covid- 19. La Corte ha incaricato il professor Maurizio Marasco dell’Università La Sapienza, specializzato in psicopatologia e criminologia, e Stefania Zenobi , specialista in medicina legale. I giudici hanno prorogato anche il termine per il deposito della perizia, fissato ora per la prima decade di giugno quando si terrà anche la prossima udienza. Alla base del feroce femminicidio c’è la fine del rapporto coniugale con la vittima, Nunzia, che aveva manifestato senza mezze parole all’uxoricida, condannato in primo grado a trent’anni di reclusione, di non amarlo più, di volerlo lasciare e di non sopportare il suo stile di vita e il disinteresse per le questioni famigliari.

La tragedia avvenne il 23 gennaio di due anni. Quel giorno Siani aveva accompagnato il figlio maggiore a scuola ed era tornato a casa, in via Salsano, alla frazione Sant’Anna, ed aveva tentato invano un avvicinamento alla moglie, cercando di carezzarla, ma aveva ricevuto un secco rifiuto. La vittima aveva reagito stizzita a quel gesto, dicendogli di andare via da casa, confermando quel sentimento di amore/odio tra la coppia. Ciò avrebbe scatenato il raptus omicida di Siani che - secondo il gup nella sentenza di primo grado - agì senza premeditazione, mentre nell’altra stanza c’era il figlio minore della coppia che all’epoca dei fatti aveva soli 5 anni. Se fu solo la reazione sproporzionata di un momento di autentica follia lo stabiliranno ora i periti nominati dalla Corte presieduta dal giudice Massimo Palumbo .

Nel processo penale contro il parrucchiere di Cava (difeso dagli avvocato Agostino De Caro e Pierluigi Spadafora ) si sono costituiti parte civile i familiari della Maiorano, assistiti dall’avvocato Francesco Siniscalchi , il Comune di Cava de’ Tirreni, rappresentato dall’avvocato Alessandro Marino e il legale Carmela Novaldi per l’associazione Frida contro la violenza di genere. Il processo di Appello, dunque, riprenderà dopo che i consulenti avranno depositato i risultati della perizia collegiale sull’imputato. L’eventuale riconoscimento dell’incapacità di governare le sue azioni, potrebbe portare a una rideterminazione della pena inflitta al parrucchiere che, in un altro procedimento, è imputato di corruzione di minore per le pressioni sul primogenito.

(m.l.)