I carabinieri al Comune di Cava de' Tirreni

L'INCHIESTA

Cava de' Tirreni, la Dda indaga sul Comune: c’è il sospetto di collusioni

La Procura rivela: «Relazioni allarmanti tra criminali ed esponenti istituzionali»

CAVA DE' TIRRENI - «Dalle indagini sono emerse allarmanti vicinanze di componenti del gruppo criminale di Dante Zullo con esponenti dei pubblici poteri». È il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Senatore ad alzare il sipario, ieri mattina, su un altro scenario investigativo. Nel corso della conferenza stampa convocata in Procura per dare conto del blitz, emerge così un nuovo filone d’indagine, che il procuratore capo Corrado Lembo definisce di «infiltrazione istituzionale ». È il comunicato che porta la sua firma – l’ultimo prima del pensionamento, che scatta da oggi – a svelare quali siano i livelli di queste infiltrazioni e a fare intendere che sotto i riflettori della magistratura c’è, in particolare, il Comune di Cava de’ Tirreni. «Va segnalata – si legge nel documento – la presenza all’interno dei rispettivi sodalizi criminosi di soggetti risultati in allarmanti relazioni con appartenenti alle forze di polizia e con esponenti delle istituzioni locali, a dimostrazione della capacità di esercitare un controllo davvero molto penetrante sul territorio della città di Cava de’ Tirreni ». Le attenzioni della magistratura si stanno concentrando su alcuni esponenti di Palazzo di Città; in particolare su uno, che potrebbe avere intessuto con esponenti criminali anche rapporti di reciproca convenienza, ottenendo in cambio di favori un sostegno nella campagna elettorale per le ultime comunali. Per adesso questo ulteriore filone d’indagine è coperto dal riserbo, ma si sa che già in passato era stato sospettato di entrature nel palazzo municipale il 49enne Vincenzo Porpora, arrestato per estorsioni e usura nel maggio dello scorso anno e adesso destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’ulteriore accusa di associazione di stampo camorristico.

(c.d.m.)